Costa Concordia: se il capitano fosse stato il batterista
di David Crucitti – Si intuiva che il 2012 sarebbe stato un anno difficile per molti aspetti, tra loro concomitanti e tutti insieme devastanti per le società mondiali, ma mai ci saremmo immaginati di vedere una nave da crociera, con più di quattromila persone a bordo, semi affondata. Scene, quelle viste sui media, da film con effetti speciali super moderni, ma la realtà supera la fantascienza, ed il mondo ha assistito a come una città galleggiante potesse affondare in poche ore e a come, diversamente dal Titanic, il comandante non è stato l’ultimo a lasciare la sua nave, ma ne è fuggito tra i primi. Nessuno può accusare o giudicare il comportamento del soggetto in questione, l’amore per la vita, o meglio, il terrore della morte giustifica qualsiasi azione. La storia passata e recente conferma il su citato comportamento “anomalo”.
I testimoni oculari degli avvenimenti catastrofici sono la fonte principale per ogni tipo di ricostruzione dei fatti. Alcuni di loro affermano, come già accaduto per lo tsunami in Indonesia, che per il terrore della morte, alcuni genitori siano fuggiti lasciando i propri figli al loro destino. Sembra assurdo da credere, ma è successo molte volte. Continua a leggere…
Ospedale Morelli: tre reparti vanno via, snaturato un nosocomio dalle potenzialità enormi
di David Crucitti – Si torna a parlare dell’ospedale Morelli, struttura sanitaria con una storia di oltre cinquant’anni, ubicata nella popolosissima zona sud della città. Sul Morelli si punta molto, tanto da decidere di ricostruirlo di sana pianta per consegnare ai cittadini una struttura perfettamente a norma, elegante, confortevole e facilmente raggiungibile, nel 2007 viene inaugurato e consegnato il nosocomio reggino. Il nuovo ospedale appare da subito funzionale e importante, ospita reparti delicati come pneumologia, medicina e cardiologia riabilitativa oltre ad offrire ai pazienti un macchinario per la risonanza magnetica di ultima generazione. La struttura piace ai degenti, bagno in camera, aria condizionata e riscaldamenti, fanno del Morelli un ospedale all’avanguardia, ma manca qualcosa di fondamentale, manca un pronto soccorso. Se n’è parlato molto in questi anni della possibilità di aprire un nuovo pronto soccorso al Morelli, cosa che avrebbe di gran lunga smaltito il lavoro degli ospedali Riuniti. La proposta è stata fatta anche all’on. Leoluca Orlando in visita a Reggio Calabria, ma nulla si è mai concretizzato. Senza un reparto di chirurgia d’urgenza e una sala rianimazione, è impensabile creare un pronto soccorso, ed il Morelli, di questi due reparti ne è sprovvisto. Continua a leggere…
di David Crucitti – Ormai è impossibile negare i cambiamenti che il mondo, in questo preciso momento della sua storia, si trova ad affrontare, a subire, e a considerare estremamente pericolosi per la sopravvivenza dei suoi abitanti. E’ fondamentale capire che il declino del pianeta nasce con lo sviluppo scientifico dell’uomo, paradossalmente la terra ha subìto l’evoluzione dell’uomo nei suoi ultimi ottant’anni di vita. Diversi scienziati concordano nel sostenere quale sia esattamente l’età del Pianeta Terra, si parla di circa 4,467 miliardi di anni, quasi un’eternità considerando la vita media dell’uomo. Perché l’evoluzione umana non è avvenuta due miliardi di anni fa, o seicento anni fa, le risorse del pianeta non erano forse le stesse che l’uomo sfrutta oggi?
La risposta è si, la terra è sempre stata ricca di materia, ma solo negli ultimi cento anni la mente umana è stata in grado di scoprire e mettere in pratica lo sviluppo scientifico, tecnologico, militare e sociale che vediamo ai giorni nostri. In appena cento anni, è venuto fuori tutto quello che in 4, 467 miliardi di anni l’uomo non è stato in grado di creare, molto strano. Continua a leggere…
Reggio: pericolo al Rione Ferrovieri, cede asfalto
di David Crucitti – Una pericolosissima voragine si è aperta durante la notte nel Rione Ferrovieri di via Sbarre C. li. L’asfalto ha ceduto proprio in una delle tante tracce sparse per la città a seguito dei vari lavori che richiedono un intervento sottoterra. Qualche cittadino volenteroso ha già provveduto a segnalare il pericolo agli automobilisti, ai motociclisti ed ai pedoni, inserendo proprio nella vasta buca una cassetta di legno abbastanza grande da essere notata.
Il problema buche, voragini e strade distrutte, non è una novità a Reggio Calabria, da sempre sembra che le strade di questa città siano destinate ad essere trascurate dall’amministrazione comunale, ed il risultato è sotto gli occhi dell’intera comunità. Non si comprendono i motivi, ma nessuna delle amministrazioni che nei decenni si sono susseguite, è stata in grado di stanziare una somma importante per riportare alla normalità le vie cittadine. Continua a leggere…
di David Crucitti – Chi fa informazione di mestiere, per passione o per dovere, non può esimersi dal considerarsi responsabile in positivo come in negativo, della crescita o della decrescita morale e sociale di se stesso e dei lettori. Strano, ma chi ha nelle mani la capacità di informare a grandi o minimi livelli, alcune volte, prima di scrivere si dovrebbe fare una personale ed attenta analisi. In particolar modo, questa analisi, è obbligatorio farla quando, come me, spesso si toccano argomenti di estrema delicatezza come ad esempio l’aborto, l’omosessualità, la pedofilia e la pedopornografia.
Argomenti scottanti, che anche una virgola messa al posto sbagliato potrebbe creare danni irrimediabili. E’ il caso dell’articolo apparso su The Frontpage sul delicato tema della pedopornografia dal titolo “La pedopornografia non è reato anche se lo è”. Il senso dell’articolo è chiaro: guardare video o detenere materiale che ritrae scene pedopornografiche non dovrebbe essere un reato perseguibile penalmente, il reato è abusare del bambino. Il pezzo in questione è molto ben articolato, chiaro, ma il messaggio che manda è assolutamente raccapricciante, ma andiamo per ordine. Continua a leggere…
di David Crucitti – L’impressione è che il mondo intero stia vivendo questi ultimi mesi in una dimensione surreale, nella confusione assoluta perpetrata e corrotta da un’informazione manomessa su tutto quello che riguarda la vera realtà dei fatti. Sembra quasi un nuovo gioco di società, al quale potremmo dare un nome: “Scopri la prossima mossa”. Ma chi fa le mosse, chi ha le redini del mondo e le gestisce a proprio piacimento, quali poteri invisibili si nascondono dietro la vittoria di un candidato premier in qualsiasi parte della terra, dietro una guerra o una pace, ma soprattutto, chi sguazza nelle azioni terroristiche avvenute, ed in quelle che avverranno. Come ormai spiegato e affermato da fonti ufficiali, Al Qaeda non esiste più ormai da anni, il gruppuscolo che ha terrorizzato il mondo intero è sparito sul nascere perché ai veri terroristi non serviva un braccio armato, ma bensì un nome, un marchio cattivo, semplicemente un capro espiatorio che confondesse le menti di miliardi di persone, e ci sono riusciti. Alla luce dei recenti fatti in casa Pakistan, appare chiaro come la mossa di “zio Sam”, non è altro che una mossa politica. Poco importa se sia stato ucciso Osama Bin Laden o no, l’obbiettivo era quello di far balzare dalle sedie le suddette menti confuse e farle gridare a gran voce: “Dio salvi gli Stati Uniti d’America”. Continua a leggere…
Antonino Nicolò, il neonatologo che è entrato nella storia
di David Crucitti – Alcuni uomini passano alla storia per il semplice motivo di averne fatto parte, altri la storia l’hanno costruita con impegno e determinazione, altri ancora, guardando negli occhi gli indifesi, hanno dato loro la possibilità di raccontare, un giorno, anche la loro storia. “Nino”, come ama farsi chiamare, racchiude queste tre tipologie di personaggi. Ho deciso di intervistarlo perché, come già detto, alcuni uomini meritano di passare alla storia, e per passare alla storia, serve qualcuno che li racconti. Nino, o meglio Antonino Nicolò, è uno stimato e famoso medico reggino che per tanti anni ha svolto la professione come responsabile del reparto di neonatologia degli ospedali Riuniti di Reggio Calabria, uno dei reparti considerati fiore all’occhiello della sanità calabrese. Da qualche mese Nino è andato in pensione, o meglio, continua la sua amata professione in privato, nel suo studio. Senza clamore ed in punta di piedi è uscito di scena, e nella penombra di un’elegante casa, Antonino Nicolò, con una serenità invidiabile, mi riceve con un sorriso, e si racconta:
- Dottore ci racconti un po’ la sua storia
“Intanto sono molto grato ed onorato di essere stato l’aiuto del dott. Serrao, Continua a leggere…
Il prossimo Sindaco sarà certamente un vero uomo
di David Crucitti – Cosa dovrebbe aspettarsi il cittadino di Reggio Calabria dal prossimo Sindaco e dalla sua giunta, quali sono i desideri dei tanti giovani reggini, degli anziani, dei bambini, di chi è inchiodato su una sedia a rotelle, di chi cerca lavoro, di chi ha trovato lavoro altrove e guarda alla sua città di origine. Cosa vorrebbe questa gente da chi governerà per i prossimi anni una città che da qualsiasi angolatura si guardi, si assiste all’abbandono. Ma cosa è successo in questi anni, perché questa città ha subito un così grave decadimento strutturale, perché dopo svariate centinaia di articoli pubblicati da cittadini stanchi, giornalisti attenti e direttori coscienti, mai nulla è cambiato, come se si parlasse al muro, da soli come folli, inesistenti. Ma gli inesistenti chi sono in realtà, coloro che indicano con precisione chirurgica dove intervenire per migliorare il tenore di vita dei cittadini, o chi, pur leggendo e vedendo l’amara realtà, non si smuove neanche se venisse l’8.9 Richter? Parlare delle strade e paragonarle a quelle di Tripoli di questi giorni non ha senso, lo fanno ormai anche i bambini delle elementari nei loro temini in classe. E allora cosa ci si aspetta dalla classe politica che prenderà in mano la città e i suoi abitanti. Vediamo di fare un attimo un quadro quasi completo della situazione attuale. Continua a leggere…
La televisione spazzatura e quello che non racconta
di David Crucitti – Fin dove si spingerà l’anestetizzante che i programmi televisivi, giornalmente, iniettano nella mente degli italiani, dove arriveranno per distrarre milioni di persone dalla realtà che li circonda, cosa si inventeranno ancora per inculcare alle masse che tutto va bene, che niente è fuori posto o fuori controllo, e che soprattutto, qualsiasi cosa, è normale. Nell’anno del Signore 2011, la tv spazzatura ha di gran lunga superato l’emergenza rifiuti della Campania, nulla più è vietato, ma cosa ancor più grave, agli occhi degli spettatoti dormienti, tutto è ormai divenuto normale amministrazione di uno stile di vita folgorato dall’autodistruzione fisica, mentale, sociale e culturale. Non è più accettabile vivere in un sistema in cui tutta la comunicazione racconta bugie ed educa soprattutto i giovani a “suicidarsi”, perché è questo che precisamente sta avvenendo. I bambini e gli adolescenti di quest’epoca sono mentalmente manipolati dai grandi produttori televisivi che inconsciamente li educano alla violenza, alla prevaricazione, alla cattiveria dell’uno verso l’altro, alla concorrenza persino tra i banchi di scuola, e non dimentichiamo l’educazione sessuale che trasmettono, agli adulti come ai minori. Continua a leggere…
Ciao papà, come stai…
Quando quella notte mi dicesti che tua madre era accanto a me, vicino al tuo letto e ti sorrideva, capii che era venuta a prenderti. Avrei voluto vederla anch’io, per chiederle di andar via da te. Avrei voluto dire alla mia amata nonna di aspettare, di volare lontano, ma la volontà del Padre doveva compiersi in tutta la sua gloria. Compresi che il tempo del dolore era terminato, ti aspettava la pace del cuore e la gioia di una nuova vita eterna in un altro luogo, un luogo molto vicino. Sapevo che lì, avresti goduto di tutto il bene che hai fatto agli emarginati ed ai poveri che hai incontrato sul tuo cammino terreno, mi dicevi sempre che loro, insieme a Gesù, sarebbero stati i tuoi difensori innanzi al giudizio. Non capivo quelle parole che per lunghi anni mi hai ripetutamente pronunciato, finché non sentì il tuo ultimo battito che ancora rimbomba come un tuono nelle mie orecchie. Custodisco con cura la fede che mi hai trasmesso, la dignità di uomo che mi hai insegnato, e il coraggio di affrontare anche la morte, quando arriverà la mia ora, di certo mi sarà prezioso il tuo insegnamento. Ti ricordi quando, una sera d’inverno, sotto la pioggia battente, quella donna che raccolsi da terra mi disse che vedeva un uomo senza capelli accanto a me? Sorrisi a lungo quando realizzai che io non ti vedevo, ma lei si, come mi hai sempre detto, chissà chi sono i pazzi tra noi e loro. Continua a leggere…















