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Carcere di San Pietro senza soldi, detenuti senza feste di Natale

27 dicembre 2009

di David Crucitti – Piove sempre sul bagnato, non c’è nulla da fare, e a rimetterci le penne spesso sono i più isolati, “quelli che nessuno vorrebbe incontrare sulla propria strada, quelli emarginati e considerati il male della società, la parte marcia di tutto il contesto del vivere civile, quelli sui quali nessuno  scommetterebbe un centesimo, gli irrecuperabili”, ma non è così. Sono uomini e donne che per un motivo o per l’altro sono finiti in galera a pagare il prezzo del loro errore, a redimere sulla terra il piccolo o grave crimine commesso ai danni della società.

Il vecchio detto che accostava il carcere, ad un albergo a cinque stelle, non trova più consensi vista la grave situazione nazionale del sistema carcerario, un sistema lontano da quello che fu anni addietro, tanto distante da poter affermare che le cose siano precipitate, qualcosa è scappata di mano andando a ledere i diritti basilari dell’uomo, in questo caso, dei detenuti. Ma per capire meglio la situazione nel territorio reggino chiediamo qualcosa alla dott.sa Carmela Longo, direttore dell’unico penitenziario attivo di Reggio Calabria.

Il colloquio nasce dalla volontà di capire come trascorrano questo Natale i detenuti di via Carcere Nuovo, ma tutto ci si poteva aspettare tranne apprendere dalla direttrice, che quest’anno, per la prima volta in tanti anni non ci sarà nessuna manifestazione natalizia, unico e solo avvenimento extra all’interno del carcere si è svolto il 16 dicembre con il concerto del coro della chiesa di San Paolo che si è esibito in canti della tradizione popolare natalizia, nulla più, il prossimo appuntamento per i detenuti è stabilito per le ore nove del 25 dicembre, la Santa Massa di Natale. Ma perché quest’anno non si può svolgere nessuna manifestazione per regalare anche ai detenuti un diversivo, un modo come un altro per trascorrere un pomeriggio diverso a cavallo delle festività?

La dott.sa Longo – risponde-: “Non è certamente la mia volontà quella di non poter autorizzare manifestazioni natalizie all’interno del penitenziario, ho sempre sposato tutte le iniziative, ma quest’anno, dobbiamo fare i conti con un grave problema che impietosamente va a colpire non solo le consuete manifestazioni natalizie, ma addirittura l’intero sistema carcerario. Non ci sono soldi, è questo l’unico e solo problema, il Ministero di Grazia e Giustizia non eroga, e purtroppo siamo costretti a rinunciare anche alle cose caratteristiche come le manifestazioni di Natale. –continua- I rappresentanti del consiglio comunale, Agliano e Minasi, anche quest’anno si sono proposti per la realizzazione di spettacoli a favore dei detenuti, ma anticipatamente ho dovuto rinunciare alle loro proposte per mancanza di personale di polizia penitenziaria, anche questo è un serio problema che ogni giorno devo affrontare”.

La giovane direttrice palesemente dimostra di essere davvero tra l’incudine e il martello: da una parte non può organizzare nulla a Natale per mancanza di soldi, dall’altra non può neanche accettare l’aiuto del Comune a causa dello scarso personale a sua disposizione. Appare chiaro come i problemi al penitenziario di San Pietro siano reali e facilmente dimostrabili, si va delineando una situazione inquietante che la direttrice non nasconde –continua-. “Tutti parlano del sovraffollamento delle carceri come il problema più urgente da risolvere; è un falso, il vero problema è che i detenuti vengono lasciati nelle celle per troppe ore al giorno ( 20 ore, troppe, esageratamente troppe), una situazione che non si è mai verificata negli anni scorsi, anni in cui i detenuti lavoravano otto ore al giorno, ore fondamentali per la loro indipendenza economica, e per lo smaltimento delle pressioni negative che il cervello di un soggetto può accumulare in carcere, ore di lavoro che oggi non esistono più”. – continua- “ In questo penitenziario, proprio per le troppe ore trascorse in cella senza lavorare, si verificano non pochi casi di reale bisogno delle cose basilari, addirittura dei capi intimi che soprattutto gli extracomunitari non possiedono e che non gli porta nessuno, ma non solo, l’inattività e l’ozio sono cattive consigliere che spesso assalgono la mente creando seri problemi psichici”.

Dalle ultime parole della dott.sa Longo si può benissimo percepire la preoccupazione della responsabile per l’incolumità dei suoi detenuti, a volte si può presentare il dramma del suicidio ( l’ultimo avvenuto lo scorso agosto), i conflitti interni tra detenuti o tra i detenuti e le guardie, e non per ultimo il dramma dell’aumento della tossicodipendenza. La direttrice del carcere di San Pietro, infine, parla del carcere di Arghillà, afferma che presto la situazione si sbloccherà, ma che certamente l’apertura del nuovo carcere non cambierà la situazione in via Carcere Nuovo, anzi, forse la peggiorerà, parla dei 500 libri che il Comune di Reggio Calabria ha donato al carcere di San Pietro per la realizzazione di una vera e propria biblioteca, degli alberi di natale divisi tra le otto sezioni dell’istituto ed infine, la prossima apertura della sala di attesa interna per i familiari dei detenuti, ma su questo argomento è dovere di cronaca aggiungere qualcosa: la sala di attesa per le famiglie dei detenuti è esterna, da sempre i parenti hanno atteso l’ora di entrata al freddo, sotto la pioggia, il sole cocente e altro. E’ doveroso, come anche la dott.sa Longo afferma, predisporre un’apposita sala interna, perché non siano anche i parenti dei detenuti a pagare per gli errori altrui. Anziani, donne e bambini finalmente saranno ospitati al caldo della stessa struttura penitenziaria, è un passo davvero in avanti nella gestione di una struttura così importante e così carica di sofferenza.

Questo Natale però, non sarà tanto crudele con la sezione femminile del carcere, infatti il 27 di dicembre si consumerà una festicciola dedicata alle “ospiti” del penitenziario, un gesto compiuto da volontari attenti alla fragilità umana e soprattutto a quella della donna.

E’ Natale, lo è per tutti, buoni e cattivi, non sta a nessuno stabilire chi debba o non debba gioire di esso. Al carcere di San Pietro quest’anno non avverrà nessuna festa, ma non importa, anche dietro le sbarre fredde di una cella ancora più fredda, se c’è speranza, allora, sarà Natale per tutti, ovunque.

David Crucitti

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2 commenti leave one →
  1. 12 gennaio 2010 10:10

    Concordo pienamente con quanto hai scritto… ti ho invitato su facebook.
    Sonia

  2. stefano permalink
    4 aprile 2010 10:10

    volevo solo farti i complimenti per questo tuo articolo bravo….

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