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Reggio, nomine docenti precari: malcontento e delusione

1 settembre 2010

 

di David Crucitti – Aria pesante e nervi tesi hanno condizionato una caldissima giornata di attesa alla scuola media Vittorino da Feltre di Reggio Calabria, la situazione è talmente degenerata che è stato necessario l’intervento dei carabinieri per riportare la calma. Sono centinaia i docenti precari che dalle nove del mattino hanno ininterrottamente atteso di conoscere il proprio futuro per l’anno scolastico in arrivo, ma qualcosa non è andato per il verso giusto e via a nervosismi di ogni sorta, complice sicuramente anche il caldo.

“La scuola pubblica è da qualche anno oggetto di tagli sconsiderati e sproporzionati rispetto al discutibile decremento demografico italiano” –afferma una precaria- “ciò che è accaduto oggi alle nomine dell’Ufficio scolastico provinciale riguardante i posti di sostegno, ha veramente toccato il fondo”. Centinaia di docenti precari hanno visto comparire e scomparire diversi posti di sostegno senza alcuna giustificata motivazione, ed in molti hanno assistito alla prospettiva di rimanere disoccupati nonostante i tanti anni di incarichi da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale.

“La cosa più sconcertante è che diverse scuole hanno ottenuto dei posti di sostegno ben inferiori alle proprie reali necessità” -afferma un altro precario- “nel caso dell’Istituto Alberghiero di Villa San Giovanni ad esempio, su oltre 60 alunni disabili non è stato assegnato nessun posto di sostegno, c’è da chiedersi perché sono soprattutto le categorie più deboli e svantaggiate a dover pagare le conseguenze di un Governo che applica tagli sconsiderati invece di tutelare proprio le classi più deboli, in particolare i disabili certificati e riconosciuti dalle ASL del territorio”.

Alcuni docenti hanno reagito chiedendo un’adeguata motivazione alla riduzione dei posti ad anno scolastico quasi iniziato, ma non è stata fornita alcuna risposta. La delusione di tanti docenti precari e di tante famiglie non sembra essere presa in considerazione. Ma ad un tratto qualcuno urla una domanda: “è questa la scuola di qualità che il Governo aveva promesso di realizzare?

David Crucitti

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