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Reggio: pericolo cornicioni

19 settembre 2009

Cornicione caduto

da www.strill.it

E’ proprio all’improvviso che accadono le cose, in un attimo, quando tutto è quiete si consuma una tragedia non annunciata che, inesorabilmente, si porta dietro strascichi di polemica infinita, di dita puntate su possibili responsabili e di ignoti eroi che, come da copione, affermano di avere avvisato per tempo il pericolo.

Senza preavviso, come un ladro, il destino fa il suo corso andando a cercare la persona di turno, portando a termine la sua missione di morte, senza che purtroppo nessuno possa contrastare o prevedere l’evento inaspettato, qualunque esso sia.

A volte però non è così, a volte il destino non ha colpa perché è proprio l’incuria e il degrado di cui l’uomo spesso si circonda che miete il maggior numero di vittime sulle strade, sul lavoro e addirittura per le vie cittadine dove, distrattamente, i pericoli non si vedono perché si è troppo intenti a tenere gli occhi bassi.

Reggio Calabria è annoverata fra le città più antiche d’Italia, un lustro importante che il terremoto del 1908 ha per buona parte cancellato, ma la città comunque ospita costruzioni che si possono definire antiche e quindi meritevoli di particolari attenzioni che spesso non ricevono, trasformando così una splendida facciata in un terribile pericolo per la popolazione che rischia vedersi crollare addosso gli intonaci, i cornicioni e interi pezzi di balconi ormai logori.

Non è difficile per le strade del centro e della periferia di Reggio vedere scene di immobili pericolanti, basta un po’ di attenzione e la volontà di guardarsi intorno per capire che un’ elevata percentuale di cornicioni e balconi cittadini sono a serio rischio crollo, senza contare le decine di ruderi disabitati sparsi per la città, ruderi che tengono in piedi per miracolo e perlopiù accessibilissimi per le persone senza fissa dimora che ne fanno un punto di riferimento ed un luogo sereno per trascorrervi le notti.

Il territorio non è dei migliori a causa dell’elevato rischio sismico, evento che anche a lieve intensità farebbe sicuramente andar giù pezzi di cemento, che ancora per buona volontà rimangono attaccati alla struttura. Ma non è necessario un terremoto per seminare panico sui marciapiedi frequentatissimi della città, basterebbe semplicemente un forte acquazzone o un intenso scirocco per far accadere quello che si pensa non accadrà mai.

Tanti, troppi palazzi in città sono pericolosi per l’incolumità dei cittadini che, inconsapevoli, ci passano accanto o peggio, aspettano per ore i mezzi pubblici proprio sotto un cornicione o un balcone pericolante.

Non soltanto gli immobili di antica costruzione presentano dei problemi strutturali, anche in palazzi di non recentissima, ma recente costruzione appaiono chiari i segni del tempo, segni che andrebbero rivisti dalle parti interessate e soprattutto, con una attenta analisi, dall’Amministrazione Comunale responsabile del territorio.

Il campanile della chiesa del Carmine (Piazza Carmine) ad esempio, presenta in cima una crepa terribile non dell’intonaco, ma proprio della struttura portante che in caso di crollo manderebbe giù centinaia di chili di materiale, una vasta lesione pericolosissima. 

Via Torrione, via mons. De Lorenzo e via Veneto, per citarne tre al centro storico andrebbero controllate, ma il problema è capillare quasi dappertutto. Addirittura via Vittorio Emanuele (via Marina alta) presenta strutture pericolanti e pericolose per i passanti, Villa Zerbi compresa, senza parlare dei balconi sopra l’ex cinema Orchidea e peggio ancora l’Università per Stranieri Dante Alighieri, sembra che il cornicione stia per cadere da un momento all’altro.

Ormai da anni i sismologhi di tutto il globo si chiedono come mai il terremoto si manifesti quasi sempre nelle ore notturne. Forse, il terremoto già crudele di suo, ha dato un’occhiata ai cornicioni di Reggio, e di conseguenza, impietosito, ha scelto il buio.

David Crucitti

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