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Santuario Griso Laboccetta: una fine da film dell’orrore

19 settembre 2009

 

                                                                                                                                                           
Santuario Griso-Laboccetta
Santuario Griso-Laboccetta

da www.strill.it

Non è difficile arrivarci perché si trova proprio al centro storico di Reggio Calabria, esattamente a due isolati dal tapis roulant uscita via Torrione, quindi facilmente raggiungibile dai cittadini e dalle migliaia di turisti che certamente, a saperlo, non avrebbero rinunciato al fascino e alla straordinaria bellezza che circonda uno dei più importanti siti archeologici reggini.
Stiamo parlando dell’Area Sacra Griso-Laboccetta che prende il nome dai vecchi proprietari del terreno, antichissimo sito famoso in tutto il mondo e apprezzata area invidiata da diversi comuni italiani che certamente avrebbero fatto carte false per averlo sul proprio territorio.

Meravigliosa area oggi compresa tra le vie Aschenez e Torrione, il Santuario Griso-Laboccetta rappresenta il più importante santuario della Reggio greca essendo l’unica area sacra dell’antica Rhegion.

Gli scavi archeologici del santuario iniziano già alla fine XIX secolo, riportando alla luce pezzi antichissimi ormai celebri  ed esposti al Museo di Reggio Calabria, ma già nel VI secolo a.C. è stata accertata la presenza di un santuario molto importante presumibilmente dedicato a Demetra, dea dell’epoca.

Il pezzo più importante rimane comunque un bassorilievo in terracotta dipinta, la famosa “lastra Griso-Laboccetta” che rappresenta due fanciulle di stile arcaico in movimento, senza contare le centinaia di terrecotte che il ricco sito ha regalato agli archeologi e alla cittadinanza.

Fin qui tutto bene, ma la realtà oggi si presenta diversamente a causa dell’incuria che troppo spesso le opere antiche di Reggio, inspiegabilmente, sono costrette a subire, ed il Santuario Griso-Laboccetta anche lui sta pagando a caro prezzo l’abbandono che è costretto ad accettare ormai da anni.

La situazione è ancor più grave essendo il santuario al centro storico della città, e quindi il suo stato di totale degrado si presenta ogni giorno davanti agli occhi di tutti, Istituzioni comprese, che per assurdo non riqualificano un’area fondamentale per la storia e la cultura di una città ricca di antichità purtroppo non apprezzata.

Proprio all’entrata del sito dal cancello principale di via Torrione, un cartello racconta brevemente la storia del santuario, riporta la planimetria del 1985 e quella attuale ed indica l’antica area come Patrimonio Culturale della Provincia di Reggio Calabria.

Da lì si intravedono numerose panchine a testimonianza del fatto che il progetto iniziale aveva altre intenzioni. E’ presente una piccola area in cemento, utile per trascorrere serenamente serate d’estate in un luogo carico di fascino nel cuore della città. Al centro, un corridoio sopraelevato in legno accompagna alle entrate principali, quella di via Aschenez e di via Torrione.

Insomma, un gran bel progetto studiato ad opera d’arte e nei minimi particolari per un luogo di grande importanza storica, che non ha tralasciato la necessità di trasformare un’area archeologica in un luogo anche di divertimento e relax, di manifestazioni e riposo. Niente da fare, solo degrado.

Già nel 2008 qualche esponente della prima circoscrizione “Centro Storico”, era intervenuto a sollecitare un intervento, senza contare le numerosissime segnalazioni di cittadini indignati che lamentavano un assoluto degrado igienico sanitario, presenza di cani randagi, spazzatura di ogni genere nonché un serio rischio di incendio all’interno dell’area ormai satura di erbacce secche alte un metro.

Purtroppo non si sbagliavano, la profezia si è avverata perché proprio in questi giorni un incendio di vaste proporzioni ha praticamente invaso il Santuario Griso-Laboccetta senza risparmiare gli antichi ritrovati in pietra, le luci fissate in terra e tutto quello che il fuoco incontrava sulla sua strada e che i Vigili del Fuoco, prontamente, hanno domato prima che le fiamme avvolgessero una parte dell’area costruita in legno.

Alcuni testimoni dei palazzi vicini, intervistati, affermano che le fiamme hanno iniziato ad avvolgere il Santuario alle prime ore dell’alba, intorno alle 5:15 per l’esattezza, indicando come responsabili dell’incendio i soliti giovanotti ubriachi, incoscienti e nullafacenti, ma è dovere di cronaca affermare che se il sito fosse stato curato, i giovanotti della notte non avrebbero avuto materiale da bruciare e forse, avrebbero smaltito i loro eccessi in una delle panchine del sito.

Il sole cocente d’agosto, di certo, vista l’ora, questa volta non ha responsabilità.

David Crucitti

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