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I Fortini di Pentimele: figli di un Dio minore

24 settembre 2009

 

I Fortini di Pentimele: figli di un Dio minore

di David Crucitti – Dominano imponenti sullo Stretto di Messina, in un punto strategico della collina di Pentimele che permetteva ai militari di avere il controllo totale della città e dello stretto.

I Fortini, costruiti nella seconda metà dell’Ottocento con pietre naturali e mattoni, fino a qualche anno addietro sono stati meta di tantissime famiglie che trascorrevano le domeniche e le festività primaverili godendosi le meraviglie della natura collinare, ma anche il mistero che i due forti suscitano per ovvie ragioni e per antiche leggende.

Nel piazzale antistante il Fortino Sud era naturale organizzare partite di calcio, mentre i più piccini ed i curiosi non resistevano al fascino di perlustrare le più segrete stanze dei Forti alla ricerca di chi sa quale tesoro.

Il Fortino Nord, cioè quello provvisto del famosissimo ponte levatoio, era un divertimento unico per i tantissimi giovani e non, che trascorrevano ore ad alzarlo e ad abbassarlo continuamente. Tra scale strette, corridoi bui e stanze segrete, si trascorrevano giornate indimenticabili tutt’oggi impresse nella memoria di chi le ha vissute.

Tutto questo è finito, è giunto al termine, ad un inspiegabile capolinea che lascia scossi ma soprattutto lascia pensare chiunque oggi vada a visitare i Fortini di Pentimele, chiunque ha goduto di loro ma anche chi, per la prima volte in visita, si scontra violentemente con la realtà di un degrado architettonico, paesaggistico e culturale difficile da trovare altrove, terzo mondo compreso.

Figli di un Dio minore, i Fortini di Pentimele pagano a caro prezzo la loro posizione fuori città, non hanno mai goduto dell’attenzione che meritano, e fra una diatriba e l’altra, gli anni passano e l’incuria aumenta raggiungendo picchi spaventosi.

Salendo, per strada si incontrano decine di elettrodomestici abbandonati, ad ogni curva è presente una piccola discarica, senza parlare delle condizioni dell’asfalto consumato e privo di cunette per la raccolta delle acque piovane, che scendendo non trova i tombini, chiusi da qualche inteliggentone di turno.

 Totalmente sprovvista di protezione, la strada che porta in cima è estremamente pericolosa, quindi,  vietarne l’accesso non sarebbe una cattiva idea visto che cadere in uno dei tanti dirupi senza fine è cosa facilissima persino per un esperto automobilista.

Il Fortino Sud è praticamente inaccessibile per via della folta vegetazione che ne deturpa l’immagine e che, troppo rigogliosa, ne vieta l’accesso da qualunque lato ma è comunque visibile lo stato di abbandono che vige all’interno del Forte.

 Sulla destra del castello, una stradina stranamente asfaltata di recente si fa solcare, portando a quelle che un tempo furono le scuderie e che nella Seconda Guerra mondiale hanno fatto da dormitorio.

La scena è raccapricciante, decine di antenne e ripetitori regnano sovrani rilasciando milioni di onde elettromagnetiche, un’antenna addirittura è stata piantata all’interno di quella che fu la scuderia.

 Al Fortino Nord, ormai quasi invisibile perché ricoperto dagli alberi, è difficile arrivarci per via della strada impraticabile, ridotta ad una mulattiera medievale, ma una volta giunti, il leggendario ponte levatoio è sempre lì, invincibile, inespugnabile, puntualmente abbassato come ad invitare ad entrarci, a far vedere in che stato versa il suo Forte.

I Fortini non hanno niente da invidiare al Castello Aragonese che per sua fortuna si trova al centro città, dove gli amministratori di Reggio Calabria non lasciano nulla al caso.

Le battaglie per la riqualificazione e la restaurazione dell’intera area partono da lontano. Già nel 1983 Legambiente dedica la prima Corrireggio alla Collina di Pentimele ed ai Fortini, lanciando un chiaro messaggio alle Istituzioni dell’epoca.

Con l’Amministrazione Falcomatà, sempre dietro invito di Legambiente e dell’allora Assessore all’Ambiente Nuccio Barillà, l’11/08/1999 viene bandito il Concorso Internazionale di idee per la progettazione del “ Parco Urbano della Collina di Pentimele”al quale hanno risposto 17 gruppi di progettisti individuando un progetto vincitore, ma di tutto questo la Commissione d’inchiesta Barillà può fornire ulteriori delucidazioni.

A seguito della delibera del Consiglio Comunale n. 3 del 10/03/2004, in data 24/06/2005, il Comune di Reggio Calabria acquista dal Ministero della Difesa l’area militare della Collina di Pentimele comprendente i Fortini per una superficie di 170.807 mq

E’ fondamentale citare due concetti in materia di Bene Culturale:

-Concetto di Bene Culturale ( legge 1089 del 1939)

“ Appartengono al patrimonio culturale della Nazione tutti i beni aventi come riferimento alla storia della civiltà. Sono assoggettati alla legge i Beni di interesse archeologico, storico, artistico, ambientale e paesistico ed ogni altro bene che costituisca testimonianza materiale avente valore di civiltà”.

Tutto ciò che costituisce testimonianza materiale avente valore di civiltà ( Commissione Franceschini).

-Concetto di “tutela” e “valorizzazione” “ gestione”del bene culturale: sent. n. 9 del 2004 “ La tutela e la valorizzazione dei beni culturali, nelle normative anteriori all’entrata in vigore della legge costituzionale n. 3 del 2001, sono state considerate strettamente connesse ed a volte sovrapponibili.

La tutela, è diretta principalmente ad impedire che il bene possa degradarsi nella sua struttura fisica e quindi nel suo contenuto culturale ed è significativo che la prima attività in cui si sostanzia la tutela è quella di riconoscere il bene culturale come tale.

La valorizzazione è diretta soprattutto alla fruizione del bene culturale, sicché anche il miglioramento dello stato di conservazione attiene a quest’ultima nei luoghi in cui avviene la fruizione.

Il Ministero ai Beni Culturali ha istituito da circa due mesi a Reggio Calabria una Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici ( B.A.P.) composta da personale tecnico ed amministrativo  altamente qualificato proveniente dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici, sede per le province di Reggio e Vibo Valenzia, ed i Fortini dovrebbero essere di loro competenza, come dovrebbe essere competenza del comune Comune attivarsi immediatamente.

I Fortini di Pentimele hanno perfettamente le carte in regola per essere trattati come Bene Culturale appartenente alla città e quindi ai cittadini. Hanno il diritto di essere tutelati, valorizzati e rispettati, cosa che assolutamente non avviene essendo, come accennavo prima: Figli di un Dio Minore.

David Crucitti

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