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Reggio: inadeguata sicurezza

2 ottobre 2009

Ringhiere Calopinace

 di David Crucitti – Sempre nello stesso punto, con identiche modalità e con l’intercessione del Cielo, che fino ad oggi, ha evitato che qualcuno ci rimettesse la vita. Strani incidenti stradali che vedono come attori principali degli automobilisti atipici, che per distrazione o per sfuggire alla cattura, non hanno di meglio da fare che catapultarsi con le loro macchine, a tutta velocità, in fondo al torrente Calopinace. 

E’ quasi diventata normalità assistere al recupero di automobili che, con incredibile facilità, hanno sfondato la debole ringhiera delle bretelle e si sono visti di fronte il vuoto. Una scena da film poliziesco anni ’80 che umanamente lascia sgomenti, ma successivamente, il “buon senso”, fa pensare che queste cose accadono solo a ragazzacci drogati o sbronzi, ma non è così.

Tutto può capitare a tutti, basta uno sbandamento, un malore o semplicemente una distrazione per rischiare la vita sulle bretelle Calopinace, inadeguate a sostenere l’afflusso di migliaia di automezzi leggeri, pesanti, e a due ruote che ogni giorno solcano una strada a scorrimento veloce che di sicurezza ha poco o nulla, ma questa è un’altra storia.Oggi è fondamentale mettere in evidenza lo stato precario delle ringhiere, vecchie come il mondo e lontane anni luce da quelle che dovrebbero essere le protezioni di un torrente in pieno centro città.

Nel recentissimo passato le automobili finite in fondo al torrente sono state tante, forse troppe e questo tipo di incidenti risultano altamente mortali proprio per dinamica e per il violento impatto che il mezzo subisce scontrandosi con il cemento.  L’ultimo volo risale precisamente al 16 maggio 2009 quando, un ucraino di vent’anni sobrio, si è ritrovato in fondo al torrente con la sua auto ribaltata. Il giovane ha perso il controllo del mezzo che, dopo avere divelto le deboli ringhiere, è volato giù, vivo per miracolo.

Ormai abituate, le bretelle del Calopinace pagano un altissimo prezzo in fatto di incidenti dovuti ad una ringhiera inadeguata. E’ sempre quella la causa, e l’evento che preoccupa maggiormente è che invece di essere potenziata, la ringhiera viene indebolita sempre di più, sostituendo le gracili ringhiere divelte dagli incidenti, con umilissime transenne di alluminio finissimo puntellate ai lati per evitare che il vento se le porti via, figuriamoci se potrebbero resistere un impatto violentissimo con un automezzo. 

Come se non bastasse, i pericoli sul Calopinace vengono anche dall’alto. Il ponte che porta dal Viale Europa a piazza Sant’Anna e che attraversa le bretelle, è diventato una minaccia a causa delle ringhiere di protezione anch’esse ormai logore e pericolose. Circa un anno fa una macchina ha sfondato le ringhiere del suddetto ponte volando su una delle bretelle, un volo di dieci metri che si poteva tramutare in una vera e propria tragedia.

Anche qui l’intervento per riqualificare la ringhiera appare scontato. Ormai prassi, si fissa con del ferro filato un’umilissima transenna. Ancora nessuno ha perso la vita in seguito a uno di questi “voli”, anche perché nessuno è mai finito in fondo al famigerato torrente quando questo è in piena, perché a volte, specialmente in inverno con lo sciogliersi delle nevi o dopo un violento acquazzone, il torrente Calopinace sprigiona una potenza di acqua terribile e certamente letale per chi ha appena fatto un volo di dieci metri, terrorizzato e ferito.

Rimane comunque assurdo ed incomprensibile il modo con cui si interviene a salvaguardia del cittadino che, ormai abituato, non fa più caso a situazioni di comune degrado altamente pericoloso per la propria vita e per quella dei propri.

David Crucitti

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