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Reggio: e cardiochirurgia pediatrica?

7 ottobre 2009

 di David Crucitti – Una famiglia reggina come tante, due genitori e il loro bambino nato da pochi mesi con un lieve difetto interatriale al cuore ( DIA ). Per risolvere il problema è necessario un piccolo intervento in endoscopia nell’età pre-scolare che chiuderà quel forellino che non si è chiuso alla nascita.

Niente di grave si, ma le patologie cardiache che colpiscono i bambini sono ben altre, con complicazioni inaspettate e a volte con delle urgenze al “cardiopalma” specialmente se si tratta di neonati che hanno bisogno di un immediato intervento chirurgico.

I bambini di Reggio e della provincia, anche loro come gli adulti sono costretti a partire per farsi operare, e la situazione diventa insostenibile per quelle famiglie che, dovendo portare il bimbo a controllo, devono sobbarcarsi le spese di cinque, sei viaggi l’anno.

Reggio Calabria ospita diversi bravi cardiologi pediatri, ma spesso anch’essi devono alzare le braccia e mandare i piccoli pazienti in altre città provviste del Reparto di Cardiochirurgia-Pediatrica, reparto inesistente nel territorio reggino.

La città comunque, non è abbandonata a se stessa anche grazie ad alcune cliniche private di Reggio che ospitano illustri cardiochirurghi pediatri, compreso il compianto prof. Carlo Marcelletti, che fino a qualche giorno prima della sua morte, ha esercitato in un importante Istituto di Analisi in centro città. Purtroppo non tutti possono affrontare certe spese, e così molte famiglie sono costrette a sobbarcarsi centinaia di chilometri fra Sicilia e Lazio, senza contare chi decide di andare al nord.

Il miraggio di una reparto di Cardiochirurgia ai Riuniti si sta concretizzando, forse, ma Cardiochirurgia-Pediatrica è tutta un’altra cosa, reparti diversi, equipe diverse, medici diversi e primari diversi, ma soprattutto, NESSUNO NE PARLA.

La lotta politica per il reparto di Cardiochirurgia a Reggio che ha coinvolto tutta la Calabria in questi anni, ha un po’ distolto lo sguardo da quei cittadini che dovrebbero essere ancor più tutelati proprio perché piccoli e più fragili. I BAMBINI.

Della stessa idea è il dott. Nicolò, Primario del Reparto di Neonatologia dei Riuniti di Reggio Calabria che accetta con slancio e determinazione l’intervista parlando da “spirito libero”, ( come lui si autodefinisce), di una situazione molto delicata quanto urgente.

Nicolò ribadisce l’importanza di distribuire razionalmente le cardiochirurgie sul territorio creando un’area privilegiata per i bambini. In Calabria –afferma- non esiste un reparto di Cardiochirurgia Pediatrica e noi medici siamo costretti a rivolgerci agli ospedali di altre regioni facendo riferimento a Taormina, Roma, Bologna e mandare li i nostri piccoli pazienti che devono urgentemente subire un intervento.

E’ fondamentale –continua- creare un’eccellente rete di trasporto, abilitare gli elicotteri e i piloti al volo notturno visto che l’allerta è di 24 ore su 24, dando la possibilità di arrivare in qualunque momento a  destinazione. Non è fondamentale avere una Cardiochirurgia Pediatrica per ogni città, in Calabria ne basta una ma che sia all’avanguardia. Dal colloquio emerge un’altra seria problematica che Nicolò evidenzia con forza: afferma che la Calabria non è sprovvista soltanto di Cardiochirurgia Pediatrica, ma addirittura non esiste un reparto di Rianimazione Pediatrica, reparto fondamentale e vitale per i bambini calabresi. “Esistono cinque, sei Rianimazioni Neonatali, ma di quelle pediatriche la Calabria è totalmente sprovvista”.

Il noto Primario è convinto del fatto che questi due reparti così importanti, ma incomprensibilmente non considerati, dovrebbero nascere e crescere insieme, cioè essere integrati entrambe in un unico ospedale completo, fornito di reparti importanti come Ematologia, Neurochirurgia, Nefrologia e Dialisi, Radioterapia ecc., insomma, un ospedale che possa seguire il bambino in qualunque percorso post-operatorio o di altri bisogni acuti.

Nicolò conclude con un’interessate frase che lascia senza dubbio pensare un po’ tutti: “ Il livello di crescita culturale, sociale e morale di un popolo, si commisura con la qualità delle prestazioni e delle cure che si danno ai bambini”. Integrare Cardiochirurgia-Pediatrica e Rianimazione-Pediatrica ai Riuniti di Reggio Calabria, o in un qualunque altro ospedale calabrese, è un atto dovuto alla popolazione, una matura scelta di un’Amministrazione Regionale che per motivi incomprensibili non si è accorta della scandalosa mancanza di due reparti che si possono definire obbligatori, ma che in Calabria rimangono totalmente inesistenti costringendo medici e pazienti a subire situazioni di estremo disagio.

Storie di quotidiana amministrazione che non scuotono le coscienze, ma che attirano senza dubbio i malcontenti dei calabresi, costretti in un modo o nell’altro, grandi e piccini, a rivolgersi altrove per risolvere i loro “problemi di cuore”.

 David Crucitti

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