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Reggio: le strade di Beirut

14 ottobre 2009

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di David Crucitti – Fra le problematiche che affliggono il territorio reggino, quella della scarsa importanza che si da alle strade si può considerare una vera e propria piaga collettiva, una bocciatura in termini di crescita sociale che il cittadino, suo malgrado, è costretto a subire da sempre, una piaga costante e continuativa negli anni, un disagio capillare che lascia sgradevolmente perplessi.

 Bisogna tenere gli occhi bene aperti quando si guida per le strade di Reggio. Oltre alla massima attenzione sul traffico, in queste strade gli automobilisti devono per forza di cose concentrarsi sulle condizioni del manto stradale, evitando così di sostituire anzitempo braccetti e giunti, o peggio ancora, finire dentro una delle voragini che spesso si incontrano per le vie della città.

Le cause principali del deterioramento del manto stradale sono senza dubbio le piogge e gli allagamenti. Quest’ultimi in città, si possono considerare ospiti stabili di arterie principali, strade secondarie e strade a scorrimento veloce che qualche volta si sono resi responsabili di seri incidenti stradali, coinvolgendo piccole autovetture che, planando sull’acqua, si sono ribaltate. A volte i piccoli problemi di una città non vengono considerati fin quando quei problemi non diventano grandi, e come succede con le piccole buche, con il tempo diventano grandi, poi grosse, poi voragini, ed infine crolla tutto.

Per evitare una buca, una signora ha leggermente sterzato a sinistra, di colpo, in quell’attimo la sorpassava uno scooter che inesorabilmente, è stato travolto. Fatti come questi sono purtroppo giornalieri, senza contare le denunce di automobilisti e centauri che chiedono ed ottengono il rimborso danni subito dai loro mezzi, o dalla loro persona, a causa di una buca (incidenti spesso realmente accaduti, ma qualche volta inventati).

Come ogni anno, le prime piogge settembrine fanno sprofondare nel panico più totale gli addetti ai lavori che, di conseguenza, possono fare ben poco per contrastare il fenomeno delle strade rotte di Reggio. Un problema che come una palla al piede la città si porta dietro da decenni, senza riuscire a capire il motivo per il quale non si sia mai attuata una vera e propria riqualificazione dell’asfalto in tutto il territorio comunale. I problemi, certo, partono da sotto il manto stradale, dai pozzetti morti, dall’acqua che scende a valle sottoterra e dalla scarsa manutenzione delle grate per lo smaltimento delle acque piovane. Certo è che lo sprofondamento improvviso di una strada deve sicuramente fare pensare, si tratta di voragini giganti, pericolose e anche mortali se vengono centrate da un mezzo a due ruote.

Della precarietà dell’asfalto cittadino non è la prima volta che se ne parla, i dibattiti pubblici e le denuncie individuali sono stati sempre al centro della cronaca reggina, ma di un vero e proprio piano di rifacimento del manto stradale non si ha notizia. Anche quest’anno l’autunno è arrivato, e con lui arrivano le piogge, avvenimento atmosferico naturale che si manifesta in tutto il globo per la vita della vegetazione e il sostentamento dell’umanità, ma in questa città, inspiegabilmente, lascia strascichi acuti di degrado urbano non risolvibili certamente con una transenna.

La storia, i recenti fatti di Messina e la consapevolezza della forza della natura, fanno intendere quanto sia pericolosa una quantità elevata di pioggia battente, pioggia che come si è visto può venire giù continuamente per interi giorni con conseguenze devastanti e soprattutto inaspettate.

David Crucitti

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