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Reggio: ospedale Morelli in cerca d’autore

29 ottobre 2009

Morelli

di David Crucitti – Ospedali inadeguati e fatiscenti, strutture poco sfruttate o addirittura per nulla utilizzate, mentre prende corpo la consapevolezza che l’idea di costruire un nuovo Ospedale a Reggio non è per nulla da scartare. Importanti reparti chiusi, polemiche continue di medici, politici e responsabili sanitari che, per ovvie ragioni, hanno ammesso difficoltà palesi e gettato benzina su una situazione sanitaria che di sanità all’avanguardia, in alcuni casi, offre ben poco. In un vortice di parole, intanto, Catanzaro sta costruendo il terzo ospedale e forse una terza Cardiochirurgia, mentre a Reggio, da copione, non succede nulla. La matassa è difficile da sciogliere perché i punti cruciali sono tre e di fondamentale importanza per la città e la provincia: il Riuniti da una parte ed il Morelli dall’altra, mentre al centro, a fare da spettatore, l’ombra del Nuovo Ospedale.

L’Ospedale Riuniti, come affermato centinaia di volte dai medici e dai primari che ci lavorano, è totalmente da ristrutturare, con sale operatorie inadeguate e senza dimenticare l’incubo terremoto che pende sui Riuniti come la spada di Damocle. La spesa per la riqualificazione dell’ospedale si aggira intorno al 1.600.000 € a torre, e le torri sono quattro.

Unico centro che copre un bacino enorme di popolazione, sui Riuniti grava un lavoro eccessivo e difficilmente gestibile da chi vorrebbe fare tanto, ma è costretto a svolgere il necessario senza eccessi, scontrandosi giornalmente con la realtà, con la certezza che servirebbe molto di più per adempiere a pieno alle esigenze dei malati che troppo spesso, devono rivolgersi ad altri centri per curarsi.

Dall’altra parte l’argomento scottante riguarda la necessità di dare un ruolo ed una identità al Morelli che, ormai da tre anni, naviga sulla cresta dell’onda della cronaca locale. Ospedale dai mille misteri e dalle molteplici potenzialità, il Morelli ha suscitato antipatie e divisioni all’interno dei piani alti della sanità reggina, problemi di natura prettamente individuale che, di conseguenza, vanno ad intaccare una già malsana situazione pagata a caro prezzo dalla cittadinanza.

Inaugurato nel 2007, il Morelli è considerato un gioiellino della sanità reggina, un ospedale innovativo e soprattutto consono alle leggi antisismiche, ma paga un grave problema: non è considerato. Alcuni padiglioni non vengono completati ed uno di questi che già presenta il telaio di base, doveva essere utilizzato per l’ubicazione del Centro per la cura delle Disabilità, tanto che, da come si vede osservando quel che resta dei lavori, è prevista una piscina. Il secondo piano dell’ospedale è inutilizzato, sarebbe destinato ad ospitare il Reparto di Geriatria che a Reggio ancora non esiste, un reparto fondamentale per tutte le città che, in qualche modo, hanno cura dell’anziano, un reparto molto curato ( vedi Cosenza) in altre realtà calabresi.

E’ proprio quando il malato è costretto a spostarsi dalla propria città che si invoca il famoso “Diritto alla Salute”, quando i viaggi della speranza diventano obbligatori ma anche quando per una semplicissima risonanza magnetica si deve attingere in altri ospedali calabresi. Il Morelli è provvisto di una macchina per la Risonanza Magnetica ad alta definizione, inutilizzata si pensa per la mancanza di personale, un macchinario all’avanguardia che non richiede la totale chiusura del paziente al suo interno, perfetta anche per chi soffre di claustrofobia.

Ascoltando alcuni medici del Morelli appare chiaro come le difficoltà sono tante, in caso di una necessità di prelievo ematico nelle ore pomeridiane o notturne bisogna correre ai Riuniti, la stessa cosa avviene in caso di un’urgenza o pericolo di vita dei degenti perché il Morelli è sprovvisto del reparto di Rianimazione, e trasportare i pazienti potrebbe risultare altamente fatale. Medicina e Pneumologia sono gli unici reparti che funzionano 24 ore su 24, reparti seguiti e curati da importanti professionisti che offrono al malato ottimi risultati in un ambiente nuovo e sicuro.

Rimane comunque chiaro che il Morelli è un ospedale monco, lontano da quello che sarebbe dovuto diventare ma soprattutto lontano da quello che potrebbe diventare, per gli ampi spazi, per la vicinanza all’autostrada e per la posizione vantaggiosa che occupa a sud della città. Rimane comunque chiaro che il Morelli, inspiegabilmente, è lontano dalle necessità dei malati.      

David Crucitti

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