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Reggio: c’era la Caserma Mezzacapo

3 novembre 2009

ex Mezzacapo

di David Crucitti – Per non dimenticare quello che accadde è bene ricordare, è bene raccontare nuovamente i fatti e le vicissitudini tristi di un popolo e di una intera città costretta a subire in silenzio, è importante  ritornare più volte sugli argomenti che hanno caratterizzato antichi e recenti fatti spiacevoli non ancora smaltiti. Avvenimenti architettati alla luce del sole o manovrati sottobanco, decisioni affrettate ed immotivate che, senza pensarci due volte, hanno messo il dito sulla piaga di una città tutt’oggi ancora ferita.

 L’ex caserma Mezzacapo, in questi ultimi anni, è tornata alla ribalta della cronaca locale e nazionale per via della bene orchestrata decisione di trasferirla a Catanzaro, impoverendo ancora una volta Reggio di ricchezze e potenzialità amministrative e fomentando gratuitamente i rancori. “E’ bene che l’Esercito stia nei Capoluoghi di Regione” sostengono le alte cariche delle Forze Armate e del Governo, ma di questo ci se ne ricorda soltanto nel 2007, a trentasette anni dall’assegnazione del Capoluogo a Catanzaro.

Viene così deciso il trasferimento, e di colpo, la melodia triste e patriottica della tromba che ogni sera, alle ventitre in punto, suona il silenzio, non suona più, non suona più a Reggio. Come una furia cieca tutto viene spazzato via, trascinando con se quello che di più si poteva portare, arraffando prestigio, ricordi e beni appartenenti al popolo di Reggio, opere di inestimabile valore storico, culturale ed affettivo, beni che, senza pensarci due volte, vengono sottratti a Reggio e che di Reggio non sono più.  

Obbiettivo principale dei tanti giovani calabresi chiamati al servizio di leva, l’ex caserma Mezzacapo ha seminato nel grande cuore dei reggini un profondo sentimento, il desiderio di donare a quei giovani soldati qualcosa che descrivesse le origini e le radici della città che li ospitava, qualcosa di importante, di personale, di unico e forse irripetibile: i libri, antichissime opere, preziosi volumi di valore non solo culturale ma anche economico, testi che anno dopo anno portarono a quella che divenne poi la famosa e frequentatissima biblioteca della caserma Mezzacapo.  Gli ordini però sono precisi ed indiscutibili, e gli incaricati a trasportare il prezioso carico di libri da Reggio a Catanzaro non si fanno attendere, piombando di soppiatto all’interno della ormai deserta ex caserma per completare il loro ultimo carico, l’ennesimo, quello che a molti reggini non è andato giù, ma che alla stramaggioranza di cittadini e politici non è per nulla interessato.

Il Sindaco Scopelliti interviene immediatamente chiamando in causa l’allora ministro Rutelli chiedendo di lasciare la biblioteca a Reggio, magari trasferendola in altra sede della città, il parlamentare A.N. Maurizio Gasparri presenta un’interrogazione parlamentare scritta in collaborazione con Azione Giovani Reggini. E proprio loro, i giovani di Alleanza Nazionale che fanno il lavoro grosso, quello di braccia e di cuore. All’alba del 06/11/2007 un folto numero di militanti di Azione Giovani si presenta all’ingresso dell’ex Mezzacapo con il preciso intento di dimostrare civilmente il dissenso della decisione ormai presa, di gridare lo sdegno per chi tenta continuamente di impoverire Reggio a favore di Catanzaro, arricchendo quest’ultima di cultura e di  libri importantissimi donati dai reggini. Ma nulla è servito, il camion militare è partito e con lui la biblioteca.

Il tempo passa in fretta e la storia si rincorre, della Mezzacapo oggi resta soltanto il nome fieramente impresso in una struttura che per lunghi anni fu l’orgoglio di questa città. Nero su bianco il Ministero alla Difesa cede la caserma al Ministero degli Interni e a breve inizieranno i lavori di ristrutturazione, l’ex Mezzacapo ospiterà uffici amministrativi, si parla di uffici della Polizia di Stato e Prefettura. Entrare all’interno della struttura è triste, parlando con gli ultimi impiegati della caserma si comprende come un po’ di amaro in bocca è rimasto, senza considerare il rischio che hanno avuto, poi rientrato, di finire addirittura a lavorare Messina.

Il tempo passa e la storia si ripete, ancora una volta Reggio si lecca le ferite ed esce a testa alta da una storia che la insegue ormai da anni. Ma è fondamentale ricordare, non dimenticare i fatti di questa città continuamente bistrattata ma che non si è mai piegata, dimostrando nei fatti una realtà amministrativa ambiziosa e una crescita sociale di rilievo, è fondamentale riportare a galla tutto, alla luce del sole, una luce nuova, come è Reggio Calabria.

David Crucitti

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