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Reggio: all’Arena Lido è emergenza sanitaria. Ma tutti chiudono gli occhi

8 novembre 2009

Arena Lido

di David Crucitti – Un piccolo passo indietro, di qualche decennio, e la memoria accompagna a quella che fu una città splendida, una città da vivere, come oggi, ma certamente con caratteristiche diverse e soprattutto con interessi e attrazioni diverse. La cosiddetta “Bella Reggio”, quella del dopoguerra, degli anni ’50 e ’60 dove i divertimenti erano ovunque e le antiche strutture pubbliche rispecchiavano il fiore all’occhiello di una città che ormai aveva dimenticato i bombardamenti americani.

I giardini pubblici straripanti di vita, la famosa Rotonda del Lido Comunale, grandiosa struttura quasi futuristica per la sua ubicazione dentro l’acqua con tanto di ristorante e bar al suo interno, senza dimenticare i due trampolini, vera e propria passione per i giovani dell’epoca.

La bella Reggio non si faceva mancare nulla, tanto da offrire ai cittadini la possibilità di assistere a spettacoli teatrali e proiezione di film all’aperto, serate uniche e cariche di fascino da godersi seduti comodamente in poltrona guardando lo spettacolo, gustando magari un gelato, e se si aveva voglia, alzare lo sguardo e ammirare il cielo stellato. Serate magiche e indimenticabili che avevano come riferimento senza dubbio l’unico luogo che poteva offrire simili emozioni: L’Arena Lido.

Costruita nei pressi dell’entrata sud del Lido Comunale, l’Arena è stata per lunghissimi anni il centro della cultura teatrale reggina, e anche grazie alla sua posizione in centro città, le più famose compagnie teatrali di tutto il mondo hanno calpestato il leggendario palco dell’antica struttura. Come spesso accade, le cose belle che hanno caratterizzato la storia della città finiscono nel dimenticatoio, divorate dall’incuria e dal degrado. L’Arena Lido non è stata risparmiata e così, dopo un vasto incendio che l’ha praticamente semi distrutta agli inizi degli anni ’90, tutto si fermato e l’Arena è divenuta meta di barboni e di avventurose coppiette che, incoscientemente, usavano i camerini del teatro per i loro incontri privati.

Così si pensa di demolire la struttura e costruirvi un albergo, ma le sinistre e i gruppi ambientalisti si oppongono con forza ponendosi tra le ruspe e il teatro. Tra questi Nuccio Barillà, Italo Falcomatà ancora consigliere, Curia, Polimeno, Legambiente e Comitato Ambientale e Territoriale ottengono che l’idea dell’albergo venga accantonata, proponendo quello che poi divenne realtà: la costruzione della nuova Arena Lido.

I lavori per il nuovo teatro partono all’inizio del nuovo millennio (Giunta Falcomatà), sembra che tutto proceda per il meglio e la struttura prende corpo e forma. Si innalza un’imponente costruzione di assoluta bellezza architettonica magistralmente correlata da rifiniture esterne ed interne, ma improvvisamente, nel 2004, i lavori vengono fermati ed il cantiere posto sotto sequestro. Viene riaperto momentaneamente per dare la possibilità di montare il tetto dell’ Arena che nel frattempo, una volta ordinato, è arrivato a destinazione, ma a lavoro finito, i sigilli tornano a brillare.

Sono trascorsi quattro anni e ancora niente si è mosso, la struttura presenta già dei problemi a causa dell’abbandono a dell’esposizione alle condizioni metereologiche, senza contare quello che avviene all’interno del “nuovo teatro”. Un cantiere edile operativo sottoposto a misura di sequestro non dovrebbe avere accesso, e nessuno potrebbe introdursi per nessuna ragione. Ma le cose all’Arena Lido non vanno così, infatti il teatro è accessibile addirittura dalla porta d’ingresso, senza alcun problema chiunque potrebbe entrarci portandosi via materiale edile ancora imballato presente nel cantiere, chiunque potrebbe fare ciò che vuole senza problemi.

Ma il vero pericolo è da leggere con maggiore attenzione, non c’è bisogno della lente di ingrandimento per capire il serio rischio igienico sanitario che come una bomba ad orologeria può scoppiare improvvisamente, non sono necessarie nozioni mediche per rendersi conto della gravità di  un problema ambientale che rischia di trovare terreno fertile nella collettività, tra la gente, nei bambini. L’Arena non è disabitata, anzi, tutt’altro, ma non sono spettri o animali, si tratta di giovani che senza rendersene conto stanno attentando alla loro stessa vita, giovani sbandati, che vanno aiutati, reinseriti nella società dalla porta principale, vanno salvati.

Tra macerie, macchine per l’edilizia ecc., l’Arena è diventata un focolaio di microbi infetti, topi, insetti e di tutto quello che di peggio si possa pensare. Il palco non è più un palco, funge da defecatoio e latrina con migliaia di escrementi umani e animali. Sotto di esso, nello spiazzo interrato tra il palco e il pubblico, la scena è solo ed esclusivamente raccapricciante: una montagna di rifiuti alimentari, buste di plastica piene di chissà cosa gettate lì a marcire, a far capire il perché entrando nel teatro, l’odore è nauseabondo, intollerabile, disumano. Accanto all’Arena c’è un affermato ristorante, dietro, da pochi mesi sorge un albergo di lusso che ospita i grandi del palcoscenico politico e dello spettacolo.

Gli inquilini dell’Arena Lido  vivono ai piani alti, in quelli che sarebbero dovuti essere i camerini, ma entrarci sarebbe una follia non per il pericolo di aggressione, si tratta di giovani non violenti, ed è dovere di cronaca riportare. Alcuni di loro questa estate sono stati arrestati dalla Polizia Municipale e condotti in caserma per futili motivi, un mese fa circa uno di loro è stato arrestato e rispedito nel paese di origine per un reato commesso al nord Italia, mentre alcuni giorni fa, un altro componente del gruppo, colto da crisi epilettica è stato ricoverato ai Riuniti.

I nostalgici ricordano entusiasti le meravigliose serate trascorse all’Arena Lido, le ballerine, gli attori, i film, tutto impeccabilmente affisso in bacheca con tanto di programma settimanale. Da “ Chi ha incastrato Roger Rabbit a L’Attimo fuggente” fino ad arrivare ai più importanti attori e ballerini di fama internazionale. L’antica Arena è stata ospitale, tanto, ma non c’è più, è stata rimpiazzata dalla nuova, dall’attuale. Certo, molto più bella, ma sicuramente molto più inutile.        

David Crucitti

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