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Reggio: quando i muri diventano tv

26 novembre 2009

di David Crucitti – Non passano inosservate, anzi, spesso si evita di guardarle per impedire agli occhi di leggerle e di conseguenza, alla mente di elaborare qualcosa di inconcepibile persino per la mente stessa. Ormai è l’ebbrezza che pochi giovani provano nell’imbrattare i muri, l’adrenalina che sale per una cosa che non si deve fare, ma che purtroppo, con diabolica puntualità, viene fatta.

Muri con strani disegni incomprensibili, parole senza senso e inni a non si sa che cosa, offrono alla cittadinanza uno spettacolo indecoroso, non voluto, obbligato ad essere guardato perché proprio davanti agli occhi, accanto ai portoni, per le strade, nelle piazze e nei luoghi di relax. Ovunque, e nessuno fa niente, o forse, nessuno può fare niente, dando la possibilità a questi personaggi di imbrattare persino i monumenti cittadini, opere d’arte costrette a subire lo scempio delle bombolette spray e l’attenzione di “pochi giovani” purtroppo psicologicamente definiti “disadattati alla società che li circonda e che li ospita”.

L’imbrattamento è considerato reato dalla Legge Italiana in base all’art. 639 del Codice Penale – Deturpamento ed imbrattamento di cosa altrui – chi deturpa o imbratta cose mobili e immobili altrui di interesse storico o artistico ovunque siano ubicate o immobili compresi nel perimetro del centro storico ( ipotesi aggiunta dall’art. 13, comma 2, legge 8 ottobre 1997, n. 352) è punito con la pena della multa da € 258 a € 2.582 o la pena della permanenza domiciliare da 6 giorni a 30 giorni ovvero la pena del lavoro di pubblica utilità per un periodo da 10 giorni a 3 mesi ( ai sensi dell’art. 52, comma 2, lett. a, d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274; anteriormente era prevista la reclusione sino ad un anno o la multa sino a € 1.032.

I graffiti a Reggio Calabria si presentano in quattro diverse categorie:

– Le “tag” o firme- si manifestano sequenze di lettere o disegni molto elaborati e di vario colore, sono molto diffusi in città ad opera dei “writers”o graffitari.

– I messaggi politici- essi rappresentano una grossa fetta dei graffiti sparsi in città, evocano il rilascio di detenuti appartenenti a frange estremiste politico-violente, danno un messaggio altamente rischioso per giovani possibili emulatori dalle menti poco stabili o dal carattere debole e insicuro. I messaggi politici vengono espressi da gruppi o da isolati individui socialmente in difficoltà.

– I messaggi a sfondo razziale, religioso o denigratori- sono opera di singoli individui ed in genere colpiscono punti bene in vista, monumenti, e maggiormente scuole medie-superiori. Altamente umilianti, questi graffiti spesso riportano nomi e cognomi di persone, poi indicate, come omosessuali, o peggio, nomi di ragazze con accanto immortalato il numero di telefono. Grave è la bestemmia, troppo spesso ospite dei muri di Reggio, senza contare le offese razziali.

– I messaggi d’amore- vero e proprio incubo per Reggio questi graffiti, più di ogni altro argomento, occupano il primo posto nella classifica che vede in città una seria piaga socio-culturale di giovani, e non, che nell’esprimersi imbrattando un muro, palesano gravi difficoltà di integrazione sociale che studi medici confermano ormai da anni.

Qualcuno afferma che il termine “writers” non ha nulla ha che vedere con l’imbrattamento di un muro o altro, i writers sono artisti lontani dai teppisti del graffito e si autodefiniscono gli “artisti” del graffito. Peccato però che la loro arte la debbano esprimere sulle spalle dei proprietari di immobili e su quelle dell’intera comunità.

Le proposte di legge anti-graffiti degli ultimi mesi, hanno certamente rincuorato gli italiani ormai stanchi e indignati da tale pratica, ma gli sforzi del Governo non hanno sortito gli effetti desiderati. La pratica dell’imbrattamento non è cessata, e le ore buie della notte forniscono senza dubbio tele pregiate per gli artisti-teppisti del graffito, eludendo puntualmente i controlli e deturpando inesorabilmente i muri cittadini, alcune volte,addirittura, appena ristrutturati.

La stragrande maggioranza degli Istituti scolastici di Reggio sono stati e sono le vittime sacrificali per eccellenza (da non dimenticare il Liceo Classico, brutalmente deturpato subito dopo la rimozione dell’impalcatura per la ristrutturazione dell’edificio), le strade principali e secondarie dell’intero territorio, centro storico compreso, anzi, privilegiato, Piazza Monsolini, Piazza Garibaldi, e non per ultimo, il Lungomare, imbrattato con stupide frasi inutili e senza senso, messe lì proprio a rispecchiare il disagio della mano che le ha scritte.

La gravità della situazione senza dubbio è data dal fatto che, l’inasprimento delle pene e delle multe, non ha scalfito per nulla il fenomeno, il vizio di giovani che con la delinquenza non hanno nulla a che vedere, ma che con la loro forma di espressione, purtroppo, rientrano nelle categorie di cittadini penalmente e severamente punibili.

David Crucitti

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