Skip to content

Pedopornografia on-line: la Calabria non si può più scandalizzare

2 dicembre 2009

di David Crucitti – Il fenomeno della pedopornografia on-line è un gravissimo reato nonché “un crimine contro l’umanità”, una squallida deviazione perpetrata ai danni di bambini che, una volta subita la violenza, non guarderanno mai più il mondo che li circonda con occhi innocenti, anzi, nella maggior parte dei casi, saranno loro stessi i futuri aguzzini. E’ la terribile realtà che agli occhi dell’opinione pubblica ha da sempre destato una particolare attenzione, inducendo i Governi di tutto il mondo a varare leggi per arginare, limitare, e sopprimere una piaga dalle chiare sfaccettature diaboliche.

Il Protocollo Facoltativo del 2000 alla Convenzione di New York definisce  pedopornografia “qualsiasi rappresentazione di fanciulli. indipendentemente dal mezzo utilizzato, coinvolti in attività sessuali esplicite, reali o simulate, e qualsiasi rappresentazione di organi sessuali di fanciulli a scopi prevalentemente sessuali”.

Con la legge 3 agosto 1998 n. 269, l’Italia si è dotata di uno strumento legislativo all’avanguardia, prevedendo un ampio ventaglio delle condotte punibili che vanno dallo sfruttamento della pornografia minorile, al commercio e finanche alla semplice detenzione e cessione di materiale pedopornografico. La crescente opera di sensibilizzazione, determinata dai riscontri investigativi e giudiziari e dall’opinione pubblica, ha indotto il Parlamento Nazionale a varare la Legge n. 38 del 6 febbraio 2006. Tale legge ha istituito presso il Ministero dell’Interno-Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni il “Centro Nazionale per il contrasto alla pedopornografia sulla rete internet”, inaugurato il 1° febbraio 2008, creando così un Polo Centrale attraverso il quale vengono coordinate tutte le indagini in tema di pedopornografia on-line a livello nazionale.

Il materiale pedopornografico solitamente ha tre origini:

– Produzione amatoriale: si tratta di bambini fotografati dal pedofilo durante le sue attività di molestia, in famiglia o dopo adescamento in altri luoghi.

– Produzione professionale: è frutto dell’attività di vere e proprie organizzazioni criminali che operano prevalentemente in Paesi con alto tasso di disagio minorile e di povertà, Il materiale fotografico o video viene caricato su siti web specializzati e quindi venduto direttamente on-line.

– Pseudofotografie: vengono utilizzati alcuni software per creare immagini di bambini inesistenti, impegnati in atteggiamenti esplicitamente sessuali, che sono praticamente indistinguibili dalle immagini di bambini reali.

Tali materiali si differenziano non soltanto per l’origine o per le tecniche di produzione, ma anche per le modalità in cui viene ritratto il bambino, par le scene che vengono rappresentate e per l’età della piccola ed innocente vittima, terribili lungometraggi domestici, in cui viene rappresentato un rapporto tra un adulto e un bambino tipicamente familiare.

Senza dubbio internet è stato il boom della meschina pratica pedopornografica. Il web ha aperto nuovi e inquietanti scenari, paradossalmente, l’evoluzione tecnologica facilita molto i pedofili del web, consentendo loro una più facile divulgazione del loro sporco materiale. Essendo internet una realtà virtuale pullulante di piccole possibili vittime, il pedofilo nella rete trova terreno fertile non solo nella visione di foto e filmati pedopornografici, ma anche nell’adescamento, pratica ormai diffusa e con metodologie organizzative rilevanti: scambiarsi idee su come adescare le vittime e fornirsi reciproco supporto, incoraggiare e sostenere movimenti di aggregazione tra pedofili, consigli su luoghi e su vittime a livello basso di rischio, ecc. Siti web, mail-spam e programmi di sharing sono i “luoghi” del web in cui è facile incontrare materiale pedopornografico (ma poi in realtà non è così facile, gli esperti affermano che tale materiale per comparire nel proprio PC deve essere stato ricercato). Il rischio legato alle chat è dovuto agli argomenti che vengono trattati, minorenni ignari del mostro che sta chattando con loro, sono le vittime incoscienti e principali.

Anche in Calabria, come nel resto del mondo, il fenomeno pedopornografia on-line è purtroppo divenuta una piaga rilevante, poco conosciuta, ma di certo vagliata e combattuta costantemente dagli organi di polizia competenti.

In Italia, sulla Polizia Postale e delle Comunicazioni grava il difficile incarico di combattere la pedopornografia on-line.

Strill.it ha incontrato ed intervistato a lungo i principali esponenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni della Calabria. Un dialogo semplice e cordiale come solo uomini al servizio dello Stato e della collettività possono offrire.

Il dott. Sergio Iannello, Primo Dirigente della Polizia di Stato e Dirigente del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Calabria afferma: “Purtroppo la pedofilia è una piaga sempre esistita nel mondo e internet è stato il colpo di grazia che ha consentito ai pedofili di guardare ad altri orizzonti fornendo enormi possibilità di attuazione per i loro crimini. Il dato positivo è da individuare nella crescita dell’attenzione verso il problema, è cresciuta la sensibilità degli organi investigativi, delle polizie e dell’opinione pubblica verso una realtà poco conosciuta fino a qualche anno addietro. Il nostro è un lavoro all’avanguardia, non completamente sufficiente, ma certamente all’avanguardia se rapportato ad altri paesi industrializzati. Dietro un’autorizzazione formale dell’Autorità Giudiziaria, abbiamo la possibilità di lavorare sotto copertura, cioè interloquire con il pedofilo direttamente via chat, magari fingendoci interessati a prodotti pedopornografici, entrando nei loro gruppi e nella reti web strettamente a contatto con loro. In questo modo si raccolgono prove e si inizia a smantellare le organizzazioni o si procede all’individuazione del singolo pedofilo, si indaga alla vecchia maniera, si procede alle perquisizioni, alle denunce e, se è il caso, all’arresto”.

Il dott. Iannello infine tiene molto a puntualizzare due aspetti fondamentali del loro lavoro, -continua- “Il lavoro dei nostri agenti “ sotto copertura” è un lavoro durissimo, crudo, forte, talmente d’impatto che periodicamente hanno un incontro con un nostro psicologo e, di tanto in tanto, l’agente viene momentaneamente allontanato da quella scene e quell’ambiente disumano. Non nascondo che spesso si assiste a scene di abusi sessuali terribili, su neonati, bambini di pochi anni d’età, si assiste ad amputazioni inflitte alle creature, ed a volte, all’uccisione del piccolo”.

Ad ascoltare queste storie, viene davvero da correre in bagno, assistere ad esse, potrebbe risultare dannoso per una mente normale.

Il secondo aspetto è più compatibile con l’udito: -continua- “Il nostro obbiettivo principale non è solo la repressione del fenomeno virtuale o l’arresto del depravato di turno davanti al suo PC, il vero obbiettivo e arrivare alla fonte del male, cioè agli individui che in prima persona producono il materiale, lo divulgano e abusano carnalmente dei minori riducendoli in una sorta di schiavitù mentale. Obbiettivo certamente possibile grazie alla collaborazione con l’F.B.I. Interpol, Europol, Eurojust ed in particolare C.E.T.S. ( -in italiano- Sistema di tracciamento contro la pedopornografia).”

Alcuni risultati dell’attività in Calabria della Polizia Postale nell’anno 2008:

– Persone arrestate: 7

– Persone denunciate:  55

– Monitoraggi:  1815

– Perquisizioni effettuate:  91

– Siti web sequestrati:  2  

Il dott. Gaetano Di Mauro, Dirigente Settore Operativo a Livello Compartimentale afferma: “A Reggio Calabria e provincia negli ultimi tre anni abbiamo attuato numerose operazioni ed effettuato 6 arresti per reati legati alla pedofilia on-line. In particolare abbiamo arrestato in città una persona che gestiva due siti pedoporno su provider italiani, un’altra, sempre a Reggio per avere immesso immagini cruente di neonati in un sito americano, un’altra ancora è stata arrestata per adescamento via internet su minori tra Reggio e Messina,  un’altra per possesso di materiale pedoporno nel computer, su CD e DVD, ma l’operazione più significativa, è stata quella che ci ha permesso di evitare con qualche minuto di anticipo un abuso da parte di un settantenne nei confronti di una dodicenne. Grazie alla nostra attività investigativa e di monitoraggio, il malintenzionato è stato arrestato colto sul fatto”.

Sono in mezzo alla gente comune e appaiono come uomini comuni. Vivono nella ricchezza o nella normalità tra le mura domestiche, tra mogli, figli e genitori. Conducono una vita apparentemente normale, spesso impeccabile, distesa e affettuosa verso i loro cari e verso il prossimo, si, proprio il prossimo. In realtà la loro mente è malata, schiavi della libidine più abbietta che il corpo possa sostenere e la mente umana accettare, obbedienti ai loro impulsi mostruosi si collegano ai siti preferiti, come tutti. No, come tutti no, perché loro sono diversi, consapevolmente, hanno deciso di essere il rifiuto della società, i disprezzati, in poche parole, i pedofili del web.  

David Crucitti

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: