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Reggio: palma pericolosa

20 dicembre 2009

di David Crucitti – Può capitare che alcune cose passino inosservate all’occhio umano, inspiegabilmente non si attraggono il giusto interesse che meritano, forse per via della posizione geografica che occupano, o forse a causa delle piccole o medie dimensioni che possiedono. E’ comunque importante non sottovalutare un terzo fattore, cioè quello dell’occhio che non vuole vedere, o peggio ancora, dell’occhio che di una cosa anormale e pericolosa, non è capace di trasmetterne l’allarme al cervello. Quest’ultimo fattore è un po’ troppo diffuso a Reggio dove spesso le cose più strane, anomale ed imbarazzanti, vengono talmente assimilate dal cervello umano da farle divenire normalità assoluta, anzi, a volte, necessaria quotidianità.

Corso Vittorio Emanuele ( via marina alta), è una delle vie più trafficate della città, spesso a causa del puntuale traffico che si forma, questa strada viene percorsa dalle automobili a passo d’uomo, lunghi minuti di code che obbligano i cittadini incolonnati a godere delle bellezze del chilometro più bello d’Italia, lo stretto, i monumenti, il verde curato e i maestosi e antichissimi palazzi.

Non solo, il Lungomare è famoso anche per la ricchezza e la bellezza dei suoi alberi di vario genere, folti e robusti, o magri e alti. Sono alberi secolari ormai familiari ai reggini, ma spesso, anche nel recente passato, sono stati causa involontaria di incidenti provocati dal forte vento, folate che in Via Marina possono raggiungere anche i 70 km orari se si tratta di maestrale, ma anche i 100 km se soffia scirocco.

Tra questi alberi, uno di essi desta molta preoccupazione, è una palma alta circa una ventina di metri, molto sottile ma senza dubbio molto pesante se cade. Si trova esattamente di fronte il Miramare e tende a piegarsi proprio verso la strada, verso Corso Vittorio Emanuele che, come si diceva prima, è una strada trafficatissima. A vederla da lontano, la palma sembra che sia pronta al crollo, ma da vicino si può vedere che tiene in piedi grazie a due cavi metallici fissati ad altri due alberi vicini, cavi ormai tesissimi, che sobbarcano il peso della sfortunata pianta ormai da anni.

Non è la prima volta che le palme di Reggio occupano un posto importante nella cronaca locale, alcuni anni fa infatti, si accese un forte confronto tra la popolazione e l’ amministrazione comunale dell’epoca a causa delle due famose palme sul Viale Calabria. Una di queste era addirittura piantata  quasi al centro della carreggiata lato monte, un pericolo costante e certamente situazione unica al mondo nel suo genere. Spesso le palme del Viale Calabria hanno causato incidenti serissimi, più volte automobili ci sono andate a sbattere frontalmente causando gravi danni ad automobilisti e autovetture fin quando, circa due anni fa, le famigerate palme vengono rimosse dal Viale e ripiantate altrove, in un luogo certamente più consono ad ospitare un albero di quelle dimensioni.

Tornando alla pericolosa palma del Lungomare, è importante sottolineare che precisamente dove è stato fissato il cavo di mantenimento, questi ha creato una piaga al interno del tronco, una ferita che con il tempo porterà alla decapitazione dell’albero, sempre che i cavi non cedano prima facendo crollare rovinosamente centinaia di chili di legno addosso alle auto in coda. Il fine cavo metallico che trattiene la palma si sta rivelando l’assassino principale dell’antica pianta, senza contare il danno che il cavo stesso potrebbe creare o che ha creato già ai due alberi vicini, anche loro sodomizzati dalla costante pressione.

Anche le piante hanno vita, e l’uomo ha il dovere di provvedere alla loro salute,  ma la vita dell’uomo è certamente più importante di quella di un albero, se la palma del Lungomare è di pericolo per se ma soprattutto per i cittadini, allora qualche domanda nasce spontanea sul perché la si debba lasciare lì.

Gli occhi attenti guardano e trasmettono al cervello quello che stanno vedendo, una mente normale, informata, si allarma e scongiura un pericolo reale, provvede celermente per evitare quello che si può evitare, perché l’inevitabile non ha colpevoli, l’evitabile, invece, è il primo accusatore di una mente superficiale, di quella mente che inspiegabilmente, ha creduto che l’evitabile non sarebbe mai accaduto, perché le tragedie succedono altrove, a Reggio Calabria, chissà perché, qualcuno pensa che non accadrà mai nulla di grave.

David Crucitti

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