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Reggio: segnaletica orizzontale fatiscente

31 dicembre 2009

di David Crucitti – Le strade di Reggio, oltre al serio problema del manto stradale certamente non idoneo, presentano spesso un’altra problematica riconducibile all’usura del catrame. Come se non bastasse, i cittadini, oltre al continuo zig-zag per evitare le voragini, devono fare i conti con una segnaletica stradale in condizioni fatiscenti per non dire inadeguate. L’allarme non arriva dai segnali appesi ai pali ( segnaletica verticale), ma da quelli disegnati sull’asfalto, segnali di un’importanza da non sottovalutare vista l’attenzione che hanno sugli automobilisti.

In città come in periferia, in autostrada e ovunque si circoli in automobile, oltre ai comuni segnali stradali, l’asfalto stesso viene utilizzato per importanti accorgimenti in materia di disciplina automobilistica. Su di esso infatti vengono disegnati i principali e fondamentali obblighi da rispettare per un tranquillo scorrimento del flusso automobilistico (frecce direzionali, stop, diritto di precedenza ecc). Con il passare del tempo si è capito che un segnale stradale dipinto sull’asfalto è molto più visibile, e l’automobilista presenta minori difficoltà nel vederlo, riconoscerlo e rispettarlo, molto di più di uno appeso ad un palo.

Oggi si possono riconoscere più facilmente anche grazie alle recenti normative che consentono di disegnare con colori accesi i suddetti segnali. Si chiama “ segnaletica orizzontale” ed è composta da tutte le strisce e le scritte che si possono incontrare sulle strade. Gli studi effettuati all’inizio del XIX secolo hanno consigliato di utilizzare la segnaletica orizzontale quale mezzo principale di avviso agli utenti stradali, adducendo il principio che il guidatore di un autoveicolo, intento a valutare il percorso e gli eventuali pericoli davanti a sé, l’avrebbe notato maggiormente di un cartello posto sul lato della carreggiata.

Il colore normalmente usato per le indicazioni è il bianco, mentre il giallo viene utilizzato per le corsie preferenziali, per luoghi di sosta riservati e per le indicazioni di servizio ( lavori in corso ecc.); il colore blu è invece utilizzato per delimitare gli spazi adibiti a parcheggio a pagamento. La segnaletica orizzontale attualmente più evidente è quella del passaggio pedonale, talvolta inserita in una banda longitudinale rossa per renderla ancora più visibile.

Questa nuova tecnica di alternanza di colore delle strisce pedonali, negli anni scorsi è stata utilizzata anche a Reggio, ma con il passare del tempo è sparito sia il colore rosso che quello bianco. Sono tante le strade cittadine prive di sicurezza pedonale, le strisce infatti sono esclusivamente utilizzate per chi non circola con automezzo, cittadini che dovrebbero essere tutelati dal diritto di attraversamento di una strada.

Se le strisce pedonali sono consumate o poco visibili, il pericolo per i pedoni è triplicato anche grazie alla scarsa illuminazione urbana, che soprattutto nelle zone periferiche, più volte nel recente passato ha seminato vittime tra i pedoni.

Sulle strisce pedonali comunque, a Reggio Calabria si dovrebbe affrontare uno studio ed affidarlo ad i migliori esperti in materia di tradizioni popolari. Non si è mai capito, ma in questa città l’automobilista che, vedendo un pedone in procinto di attraversare sulle strisce, continua la sua corsa indisturbato, mentre il pedone che ha tutti i diritti di attraversare, inspiegabilmente si ferma e non tenta l’attraversamento della strada fin quando non siano transitate tutte le autovetture, praticamente è come se le strisce non esistessero. Ma non è tutto, anche i turisti che trascorrono i primi giorni in città si arrendono allo strano fenomeno, ed anche loro si adeguano evitandosi così una fine prematura lontano da casa.

E’ incredibile come in questa città le cose si capovolgano totalmente, l’illegale diventa legale e l’attento rispetto delle leggi si trasforma in assoluta esagerazione che agli occhi dei tanti appare forse inutile, o non indispensabile, per la crescita sociale e morale di una città che per tanti aspetti ha spiccato l’innegabile salto di qualità, per altri, e non sono pochi, appare una realtà da quarto mondo.

David Crucitti 

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