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Se essere diversamente abili significa essere diversamente cittadini

12 gennaio 2010

di David Crucitti – Chi vive e sopravvive nel mondo normale raramente può immedesimarsi e calarsi nella parte di chi normale non è, di chi per un beffardo scherzo della natura si ritrova a duellare giornalmente con la propria realtà, o di chi, per un disegno ben stabilito, di colpo si vede scaraventare nella crudele storia che, un qualunque incidente di percorso, ha tramutato in handicap. Quando la sorte batte cassa nessuno si può esimere dal pagare, nessuno ha il potere di rifiutare una malformazione congenita di un nascituro e nessuno può prevedere le conseguenze devastanti di un incidente stradale o di un semplicissimo tuffo a mare.

Quando si finisce su una sedia a rotelle, allora, si comincia a comprende l’entità del danno. Sul territorio reggino sono migliaia i cittadini diversamente abili che sfruttano la sedia a rotelle come unico e solo mezzo di trasporto, oltre l’importante e capillare cura che ogni giorno offrono le strutture competenti, tanti cittadini che non hanno l’utilizzo delle gambe, spinti dall’incessante voglia di vivere, si muovono liberamente per le vie cittadine in sella alle loro sedie dalle grandi ruote. Alcuni di loro preferiscono farsi accompagnare da parenti e amici, altri invece hanno deciso di non dipendere da nessuno sfruttando l’evoluzione tecnologica che, da un po’ di anni a questa parte, ha inserito sul mercato le sedie a rotelle con batterie ricaricabili, un’importante invenzione che offre al diversamente abile la possibilità di muoversi tranquillamente senza essere spinto da nessuno.

Ma è proprio qui che maggiormente risalta all’attenzione un problema che forse non tutti vedono, ma che certamente non è inesistente visto che a tal riguardo è stata redatta una ben fornita e scrupolosa normativa a tutela dei diversamente abili utilizzatori di sedia a rotelle. A tanti automobilisti reggini , ormai famosi in materia di parcheggi mozzafiato, andrebbe spiegato che quelle inclinazioni di colore giallo ai bordi dei marciapiedi, non sono altro che le “rampe di accesso al marciapiede”, a livello del manto stradale danno la possibilità alla sedia a rotelle di poter accedere facilmente al marciapiede eliminando l’ostacolo del gradino. Niente da fare, non importa a nessuno, l’importante è che si sia trovato il parcheggio, tanto, aver sistemato l’automobile davanti ad una rampa di accesso non è un problema, il problema è di chi ha necessità di quella rampa.

Il codice della strada parla chiaro, impedire l’accesso alle rampe dei marciapiedi con qualunque mezzo è una infrazione punibile con una multa di 78€ e la sottrazione di due punti dalla patente. Poca roba paragonata al disagio che molti diversamente abili reggini devono subire a causa del menefreghismo dei loro concittadini, della grave non considerazione verso persone che del loro handicap sono vittime, ma che troppo spesso, si sentono anche vittime di una società poco evoluta e per nulla attenta a loro.

Con il Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n.503 si chiarisce e si cominciano a regolamentare più attentamente le norme per l’eliminazione delle “barriere architettoniche” nelle strade, edifici, spazi pubblici e servizi pubblici.

Per barriere architettoniche si intendono:

–         Gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;

–         Gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;

–         La mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque ed in particolare per i non vedenti, ipovedenti e sordi.

Appare chiara la volontà di rendere la vita migliore a chi purtroppo a questa vita non può chiedere tutto, normative, lavori pubblici, norme del codice stradale, insomma lo Stato si è dimostrato sensibile al problema. Anche Reggio potrebbe apparire una città aperta al problema, e lo è, ma non completamente, come al solito il centro città è quasi impeccabile mentre non appena si da un’occhiata alla più vicina periferia le difficoltà affiorano come i funghi d’autunno dopo una lunga notte di pioggia. In città le rampe di accesso ai marciapiedi sono localizzate un po’ ovunque, in periferia, a volte, mancano addirittura i marciapiedi stessi.

Rimane intatta invece la cruda realtà che vede nella maggior parte degli automobilisti reggini, una superficiale attenzione al problema, e fare un giro per le vie cittadine lo dimostra chiaramente. Soltanto quando si tocca con mano un problema si comincia a riflettere, soltanto quando si finisce su una sedia a rotelle, allora, si comincia a comprendere l’entità del dramma.

David Crucitti

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