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L’assurda storia di un uomo che si toglie la vita, ma la legge non ammette ignoranza

20 febbraio 2010

da www.strill.it

Le scrivo perché vorrei fare un po di chiarezza sulla tragica fine del mio amico Giorgio Gatto avvenuta qualche giorno fa nelle acque antistanti la spiaggia di contrada Armacà.
“Giorgio” era un pescatore professionista , con tanto di licenza ed attrezzature regolari , era iscritto alla Cooperativa dei pescatori , e fino a prova contraria ha sempre pagato regolarmente le tasse che doveva , la sua attività si svolgeva nel tratto di mare prospiciente contrada Armacà e li nel corso degli anni aveva edificato un “manufatto” dove ricoverava i suoi attrezzi (reti , remi , corde etc. ): Il suddetto “manufatto” non  dispone di nessun servizio o comodità , non ha bagni , lavabi , camere da letto ma è composto da due stanze senza finestre o altro, è stato edificato dove un tempo era circondato da giardini coltivati, prova ne è che a pochi metri dalla riva , in mare, affiorano le mura delle vecchie case che cha insistevano su quel terreno  e la battigia si trovava oltre 50 metri piu avanti; l’erosione delle coste e quant’altro ha portato il mare a pochi metri da questo manufatto e dalle ville subito a monte dello stesso . Occorre dire che per raggiungere questa spiaggia fino a pochi anni fa esisteva una strada privata che è stata giustamente chiusa al pubblico dai proprietari  , quindi per scendere sul posto esiste solamente un viottolo pedonale sterrato che parte dalla Via Vecchia Provinciale  e attraversando giardini incolti e pieni di sterpaglie dopo alcune centinaia di metri raggiunge il mare ., li in quel luogo generazioni di persone sono cresciute tra cui il sottoscritto , li è nato cresciuto e morto Giorgio ; Li lui si recava tutte le mattine partendo da casa , non era uno sprovveduto ed aveva grande rispetto del mare delle sue leggi e della natura , con umiltà svolgeva la sua attività di pesca costiera e si badi bene il suo pescato non consisteva certo in pesci pregiati ma solo in quel poco che il nostro mare puo offrire , un mare violentato da scarichi abusivi e fogne a cielo aperto ma che lui amava con tutto se stesso , doveva fare i conti tutti i giorni con questa povertà di fauna econ tutti quegli abusivi che esercitavano la stessa attività senza licenza , ma non si lamentava mai pagava ed andava avanti anche se gli incassi erano sempre piu magri . Giorgio era un pescatore di una generazione che non c’è più , per risparmiare sui costi le reti lui le riparava non le buttava e ovviamente se le costruiva da se utilizzando un arte oramai ai piu sconosciuta , senza timore di smentita non esiste persona scesa sulla spiaggia mentre lui rientrava dalla pesca che non ha avuto in regalo da lui un po di pesce fresco , mai una parola fuori posto ma solo tanta umilta e sacrifici per lui e per sua moglie che lo aiutava nella sua attività cercando di vendere quel poco che il mare offriva . Accade che ovviamente la nostra vita è regolata da leggi e regolamenti ferrei,  e come ben si sa avanzando il mare sulle coste avanza pure la linea che delimita l’area demaniale ed ecco che negli anni quel “manufatto” finisce per ricadere in parte su suolo demaniale  , Giorgio si ritrova a pagare l’indennizzo per l’occupazione “abusiva” del suolo , e lo fa regolarmente ed allo stesso tempo cerca un modo per regolarizzare la sua posizione , gli anni passano e lui continua a pagare , ma non smette mai di chiedere a chiunque come e quando potra sentirsi sicuro che il suo deposito non verra toccato , per lui è vitale , li ci sono accatastati tutti i suoi averi , tutte le sue reti perché per ogni tipo di pesca necessita una sua attrezzatura , sono materiali accumulati negli anni e non sono pochi ; questa storia di incertezza dura da qualche decennio durante il quale lui continua a pagare fiducioso , ma ad un certo punto , ai giorni nostri, le cose cambiano si insedia il nuovo Comandante della Capitaneria di Porto che  fa iniziare ai suoi militari il controllo delle spiagge per verificare il rispetto delle normative e guarda caso tra i tanti scempi ed abusi che insistono sulle nostre coste vanno a trovare il nostro famoso “manufatto”, ovviamente rilevano l’abuso ed a stretto giro di posta dopo decenni di letargo appongono i sigilli!!! Giorgio ha implorato che gli dessero un po di tempo per spostare la grande mole di attrezzature accumulate in 40 anni di pesca  , ha chiesto lumi su dove avrebbe dovuto ricoverare le sue barche e le sue reti che ovviamente non posso stare all’aria aperta , ma purtroppo l’unica risposta avuta sono stai quei sigilli apposti all’ingresso del “Suo” mondo ; avrebbe potuto violarli come tanti ma lui no è stato integerrimo fino all’ultimo, voleva solo continuare a lavorare li in quel mare che conosceva come le sue tasche , io stesso sono stato testimone delle lacrime di dolore che ha versato nel vedersi privato dell’unica sua fonte di vita e sostentamento , non se ne faceva una ragione perché pur di pagare le tasse rinunciava a qualsiasi cosa , urlava contro la sua onestà che nulla di buono gli aveva procurato, e poi mio caro Comandante , si mi rivolgo a Lei adesso, tutti i suoi predecessori lo avevano conosciuto e tutti ne riconoscevano la correttezza e la lealtà, il rispetto delle regole e dei codici, ma lei purtroppo ha giustamente fatto il Suo dovere applicando la legge , una legge che ha violentato il mondo dove viveva Giorgio e tutti noi amici, una legge che ha violentato la sua anima e il suo cuore, una legge che gli aveva portato via tutta in una volta quella che era stata la sua vita e il suo amore , e lui che credeva di dover andare via per sempre da quel mondo che per 60 anni era stato suo  non ha retto, ed ha deciso che li voleva rimanere per sempre ……Giovedi mattina ha preso la sua barca ed è uscito  nel suo mare dove aveva imparato a nuotare, e li ha posto fine ai suoi giorni terreni .Vede Signor Comandante, forse probabilmente il “manufatto” incriminato verrà abbattuto, le nostre barche andranno via, ma non Giorgio , perché anche se il suo corpo riposa in un cimitero sulla terra ferma la sua anima ormai è li a pochi metri dalla battigia in fondo al  “Suo” mare da dove nessuna legge potrà sfrattarlo e Lei che magari lascerà questa nostra terra perché trasferito a più prestigioso incarico non abbia paura di affrontare una tempesta, Giorgio sarà li a proteggere anche Lei perché Lui non serbava rancore anzi il suo ricordo l’accompagnerà per sempre ……

Carmelo Trapani (Amico di Giorgio Gatto)

Mi colpisce molto questa lettera, o meglio dire, questa lezione di vita che Carmelo ha dato a me e a chiunque leggerà questo pezzo. Racchiude non soltanto il dolore e la rabbia per una perdita assurda ed evitabile, ma lancia un chiaro segnale di allarme per tutti coloro che si sono scontrati e si scontreranno con l’assurdità della legge che a volte calpesta l’uomo e il suo status di vivente di questa terra. Le leggi, si, vanno rispettate ed accettate, ma chi la applica spesso dimentica di avere a che fare con uomini e non con macchine inanimate. Giorgio Gatto si è suicidato, è stato trovato a dieci metri di profondità con una grossa pietra legata ai piedi, proprio davanti alla sua baracca fonte di vita e sostentamento che le è stata sequestrata. Come dice Carmelo la sua anima risiede lì, nel suo mare, nella terra ferma, lascia un corpo ed una moglie in lacrime. La storia avrà un seguito, personalmente me ne occuperò, mi sento in dovere di vedere chiaro qualcosa che ancora brulica di ombre, quelle ombre che forse, qualcuno, vedrà per sempre.

David Crucitti

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  1. Emma Pellegrini permalink
    25 marzo 2010 10:10

    Spett.le Carmelo, Spett.le David,
    mi chiamo Emma Pellegrini, sono italiana ma vivo da 18 anni a Salvador in Bahia, Brasile.
    La storia di Giorgio mi ha permesso di trovare una risposta a un perchè che da sempre rimbomba nella mia mente : perchè soffrire e perdere sempre quando si potrebbe imparare ad essere disonesti ed adeguarsi a tutto? Giorgio con il suo esempio dimostra che la vita vale solo quando vissuta da eroe, eroe della correttezza, della sincerità, eroe dell’ umiltà, eroe dell’ onestà. Quell’ onestà che ti permette di guardare sempre i tuoi figli dritto negli occhi e sapere che un giorno, quando qualcuno gli chiederà come era la loro madre, potranno con fierezza rispondere che era una vera donna. Così come Giorgio è stato un vero uomo. ” non esiste persona scesa sulla spiaggia mentre lui rientrava dalla pesca che non ha avuto in regalo da lui un po di pesce fresco ” dice Carmelo. Bello, bello sapere che questo esiste dappertutto e che non è vero che bisogna arrivare in un paese come il Brasile per incontrarlo. Dio mi apre sempre molte porte, e nello stesso spesso e volentieri me le chiude improvvisamente, magari schiacciandomi pure un dito in mezzo. Mi dispero, mi chiedo come potrò continuare, e soprattutto perchè dovrei farlo. Ma lo spirito vitale dentro di me urla sempre più forte, supero, cresco e chi mi ha fatto male ( o ha cercato di farlo) sparisce dalla mia mente. Dimentico tutto che è negativo. Non conosco i sentimenti negativi, solo la tristezza, che fa male solo a me. Una tristezza di fondo che sparisce ogni qualvolta credo di aver incontrato qualcuno che pensa come me. Una tristezza che torna ogni volta che scopro che era un miraggio e che hanno cercato di torgliermi ancora qualcosa. Ma poi una persona come Giorgio affiora nella nostra vita per “caso” e ci sentiamo orgogliosi di appartenere a quei pochi eletti che la lealtà la vivono con ciascuna cellula del proprio corpo. Che sentono la vita come un alito di vento che non può essere sprecato. Che non sanno cosa sia invidiare, avere sentimenti di vendetta. Che non hanno interessi obliqui o trasversali. Che credono nell’ uomo e sanno di avere una missione di pace sulla terra. L’ onestà che non porta a nulla, quante volte anche io, in momenti in cui mi sono sentita una completa stupida, l’ ho pensato…Ma subito dopo arriva un nuovo segnale..e pronta a a recepirlo, ti accorgi di quanto invece ci guadagni. Non sono preoccupata di lasciare beni materiali alle mie figlie, ma l’ eredità che voglio lasciare a loro è dignità, fierezza, volontà, umiltà e fermezza nelle decisioni. Come Giorgio ha lasciato a tutti noi. Credo che una storia come questa farebbe molto bene fosse conosciuta dal maggior numero di persone possibile. Posso pubblicarla su internet in varie comunità? Posso tradurla in portoghese e farla circolare anche in Brasile?
    Garzie Carmelo per averci raccontato questa storia, grazie David per averla pubblicata e commentata ma soprattutto grazie Giorgio per averla scritta con la tua propria vita, fatta di minuti preziosi vissuti amandola fino in fondo e amando e rispettando l’ umanità.
    Un abbraccio,
    Emma Pellegrini

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