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Reggio: tanti ruderi sparsi, qualcuno di questi reca danno

12 marzo 2010

 

di David Crucitti – L’importante è che non crollino, che non cedano proprio quando ci sta passando accanto un ignaro cittadino, o peggio ancora, uno scolaretto al rientro dalla faticosa mattinata trascorsa a scuola.

Sparsi in provincia come nel centro di Reggio, la gente li chiama ruderi, case vecchie di chissà chi, immobili senza una identità apparente, quasi familiari, ma che in realtà, l’identità catastale la possiedono, forse, o forse no, dipende da tante piccole casualità burocratiche.

In città di ruderi se ne contano parecchi, circa un centinaio, alcuni sono stati battezzati come “di casa”, e quindi accettati e dimenticati, invisibili, altri invece si presentano con aspetto tenebroso agli occhi della collettività, del passeggero di turno, ma ha chi ci vive accanto, a volte, possono rivelarsi pericolosi, minacciosi o dannosi.

Un immobile vecchio e disabitato, in qualunque parte del globo attira inesorabilmente persone senza fissa dimora bisognosi di un tetto, un rifugio per l’anello debole della società, degli ultimi, di forse quelli che avrebbero bisogno di più attenzione, ma senza speranza anche loro, come i ruderi, sembrano risultare invisibili.

Questo succede anche in città, al centro, è una situazione seria, pericolosa, non si può scherzare con la vita umana soprattutto se si tratta di bambini. Nella zona tempietto vengono segnalati immobili pericolanti abitati, occupati da famiglie ROM di provenienza rumena, incredibile ma vero quelle case sono fatiscenti e peggio ancora inagibili. Al suo interno vengono portati dei bambini ignari del pericolo, certo, lo si fa per dare un tetto ai piccoli, ma senza dubbio non è un tetto sicuro. Le crepe ai lati della struttura sono evidentissime, e tutto lascia pensare che questa casa non reggerebbe neanche al minimo movimento tellurico.

Tornando ai ruderi disabitati, all’inizio di via N. Bixio, proprio di fronte le Poste della stazione centrale, è presente un fabbricato antichissimo ma completamente inagibile, un immobile che fu elegante, grande, certamente appartenuto a persone di grosso spessore economico. Oggi non è altro che un rudere in “vetrina” nel centro storico della Reggio bene, un ammasso di mattoni pieni pronto a piegarsi, anche lui, al primo piccolo terremoto.

Medesima fine di certo la farà l’ex mattatoio di Reggio, visibilissimo a tutti coloro che percorrono le bretelle Calopinace (cioè migliaia di automezzi al giorno). La struttura, altamente danneggiata soprattutto nelle zone alte, è certamente irrecuperabile, e di certo, nessuno si addosserebbe la spesa di una ristrutturazione.

La struttura fortunatamente è inaccessibile, le entrate sono chiuse evitandone così l’accesso da parte di senza tetto.

Senza ombra di dubbio i locali abbandonati attirano anche l’inevitabile degrado ambientale, sanitario e sociale, ed a farne le spese spesso sono cittadini che vicino a questi immobili “disabitati” ci hanno investito dei soldi, hanno creato imprenditoria con la speranza che il tempo e le segnalazioni sarebbero state buone compagne d’avventura, ma si sbagliavano.

Un classico esempio potrebbe essere il rudere del Rione G. (Trabocchetto), ma la situazione si presenta subito complicata. Casa abbandonata da decenni, l’immobile si è attirato inevitabili attenzioni e polemiche infinite, una catapecchia semi distrutta che tiene in piedi per miracolo. Dopo innumerevoli incendi dolosi appiccati al suo interno, piogge battenti che ne hanno provocato allagamenti a causa della mancanza di infissi, e vari terremoti susseguitisi nei decenni, la casa sta lì, quasi a dimostrare agli architetti di oggi che anche dopo il 1908 ci si sapeva fare con le costruzioni immobiliari.

Di questa grande casa abbandonata non si sa nulla, sorge a circa trenta metri dalla famosa chiesa di Pepe e la gente che ci abita vicino vuole spiegazioni urgenti e sapere come mai suddetta struttura debba essere un focolaio di topi, insetti, serpi e microcriminalità. Qualcuno, esasperato, ha chiesto per la prima volta aiuto alla stampa.

Qualche residente della zona afferma: nel giugno 2007 è stata avviata una   comunicazione indirizzata al Comune di Reggio Calabria, ai Vigili del Fuoco e alla A.S.L.

I Vigili del Fuoco intervengono ma fanno poco o nulla, il Comune non si scompone e la ASL risponde confermando la lettera di lamentela pervenutagli, affermando di essere già a conoscenza del problema avendo in precedenza effettuato un sopralluogo in data 22/05/07 protocollo n. 806 del 18/06/07. Dietro varie sollecitazioni da parte degli abitanti della zona alle varie istituzioni comunali ed organi di polizia, il problema non si è risolto, anzi, il degrado regna sovrano nonostante l’edificio eccessivamente fatiscente sia stato recintato nei primi mesi del 2008.

Nonostante la recinzione vengono individuate presenze sospette all’interno del rudere, movimenti segnalati dalla cittadinanza alle forze dell’ordine, che hanno interessato l’intervento dei Carabinieri per recuperare uno scooter rubato e nascosto all’interno della zona recintata. Intanto c’è da dire che la zona, nonostante la recinzione, risulta accessibilissima, essendo la stessa divenuta luogo di deposito di rifiuti e discarica di calcinacci.

Un ulteriore esposto bonario è stato inviato nel maggio 2009 al Prefetto di Reggio Calabria, al Questore, al Sindaco e al presidente della IV circoscrizione. Unica e sola a rispondere a suddetto esposto è stata la Prefettura, che, prendendo atto della situazione, incaricava tempestivamente gli organi di competenza.

E’ importante sottolineare che proprio di fronte al rudere della “chiesa di Pepe” sorge un Bed & Breakfast, “Le stanze di Anna”, un investimento economico rilevante che rischia il fallimento, e a confermare il pericolo ci sono le dichiarazioni degli ospiti, che vedono l’albergo impeccabile, ma l’esterno disastroso.

Qualcuno degli abitanti della zona ha “osato” far presente ad alcuni personaggi extracomunitari e non, frequentatori del rudere, che la situazione rischiava di esasperare più del dovuto. Da li in poi, si sono susseguite minacce e intimidazioni prontamente denunciate agli organi di polizia.

Abbiamo scelto alcuni dei ruderi sparsi a Reggio centro, quelli più conosciuti proprio per la loro ubicazione, ma come si accennava prima la città è strapiena di fabbricati inagibili, pericolanti, e malsani. Ovunque, in qualunque quartiere o via, se si sta bene attenti li si può incontrare, messi lì in bella vista a deturpare ingiustamente una via importante o un quartiere nuovo residenziale. Purtroppo per loro, i ruderi non passano inosservati, e ovviamente, e giustamente, attraggono l’attenzione di chi vorrebbe acquistare l’immobile fatiscente a poco prezzo per costruirci sopra una casa nuova, magari una villa al centro città, con piscina e giardino, magari!!!

David Crucitti

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