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Reggio: “al Parco Urbano è emergenza sanitaria” (le foto)

21 aprile 2010

 

di David Crucitti – Di zone degradate certamente la città non ne è sprovvista, basta fare un giro tenendo bene gli occhi aperti e si comprende immediatamente che ancora c’è tanto da fare. Come più volte si è detto, l’evoluzione sociale e culturale è in piena attività di sviluppo sia tra i cittadini che tra gli amministratori, è palpabile il desiderio di rinascita, nell’aria la fragranza del cambiamento è inconfondibile. Si è detto anche che, nonostante l’attività incessante di stampa e semplici cittadini dediti a sollevare disagi e problematiche, molto spesso non succede nulla, e quella che nasce come segnalazione, troppo spesso si trasforma, nelle menti dei cittadini, in esasperazione. Circa tre settimane fa, l’intera zona che comprende la Stazione Centrale, piazza Garibaldi, e parte del Calopinace, viene invasa da un fumo grigiastro, classico quando va a fuoco erba verde e plastica. Da lì a pochi minuti si sentono le sirene dei Vigili del Fuoco che immediatamente intervengono a domare le fiamme. La zona che ha interessato l’incendio è il Parco Urbano, o meglio, zona Tempietto. Proprio alla fine della vasta area, spesso utilizzata per i grandi eventi, inspiegabilmente si è formata una vasta discarica, c’è di tutto, all’occhio vanno subito le migliaia di buste di plastica, le classiche buste della spesa, ma è davvero  presente di tutto.

Parlando con i Vigili del Fuoco intervenuti, viene fuori che gli interventi nella suddetta discarica sono ormai routine, affermano che spesso si sono trovati in quel posto sempre per lo stesso problema. Non si capisce bene cosa spinga qualcuno ad arrivare fino al Tempietto per gettare i propri rifiuti, forse il panorama, tale discarica infatti è a circa trenta metri dall’acqua marina, fatto sta che ormai è una prassi giornaliera, qualcuno lo ha scambiato per il cassonetto verde sul mare. I giorni passano, gli incendi si susseguono fino ad arrivare ai giorni scorsi. La discarica si presenta in piena attività, non vi è fuoco, quindi tutto è in movimento, sono topi, grandi come gatti, e sono migliaia.

Ma c’è una cosa che preoccupa di più, la discarica sta diventando sempre più pericolosa, proprio lì, in quella che i pompieri hanno definito una zona colpita continuamente da incendi, sono state depositate tre bombole del gas da circa 25 chili cadauna. È impossibile avvicinarle, il rischio di essere azzannati da un ratto è pressocchè totale. Potrebbero essere vuote, ma potrebbero essere anche piene, ma non importa, piene o vuote, le bombole, a contatto con il fuoco, scoppiano, e il botto è da paura. Ovviamente la discarica fornisce non pochi dubbi per quello che concerne non soltanto il rischio sanitario, ma anche l’aspetto visivo è di impatto, assistere a determinate scene al centro di una città in crescita, potrebbe essere dannoso per occhi non abituati a tali scene.

E’ chiaro che la situazione non può essere sottovalutata, quello che accade al Parco Urbano va vagliato e risolto, la zona è giornalmente meta di cittadini che cercano parcheggio, di genitori che accompagnano i loro piccini a fare qualche giro in bicicletta, ed è anche meta di sportivi che si spingono fino alla discarica per smaltire i grassi in eccesso. I topi della discarica non temono l’uomo, sembra che siano abituati alla sua presenza, e questo complica le cose perché se non lo temono potrebbero attaccarlo se disturbati, è una legge di natura. Il rischio è serio, è emergenza sanitaria.

David Crucitti

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