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Reggio: ” Il dramma delle panchine del Lungomare” (le foto)

4 maggio 2010

 

di David Crucitti – Qualcuno lo considerò il chilometro più bello d’Italia, qualche altro lo dipinse come il balcone sul mare, altro non è che il Lungomare oggi intitolato a chi, di quel chilometro, ne è il principale autore. Il Lungomare di Reggio Calabria suscita senza dubbio le invidie di tante città italiane e non che vorrebbero, tra le proprie attrazioni, qualcosa che almeno si avvicinasse a questo chilometro di pura bellezza, indiscussa misticità unita ad un comprensibile quanto degno luogo di divertimento. Punto di riferimento di tutte le attività cittadine, il Lungomare Falcomatà si è ritagliato una fetta fondamentale per quanto riguarda lo spettacolo su scala nazionale, tutti passano da lì, cantanti, attori, sportivi, e tutti, una volta tornati nei propri giacigli, lo ricordano con passione. Questo lo ha capito molto bene l’amministrazione comunale, il chilometro più bello d’Italia è senza dubbio il più curato del territorio reggino. Questo suscita spesso le ire delle periferie, ma il Lungomare, senza dubbio, lo merita.

Le giornata si allungano, e con esse anche la voglia di godersi il fascino dello stretto a diretto contatto con il mare, come si potrebbe non passeggiare tra le bellezze di un progetto impeccabile, il maestrale che accarezza e il rumore delle onde, sarebbe pura follia. Come ogni anno, con l’inizio della bella stagione, la città si riversa in quella che fu la Via Marina, giovani, anziani, bimbi, ci sono tutti, e tutti si fanno la stessa domanda: “ ma chi tocca e rompe le panchine”?

Si è pensato, una volta terminati i lavori, di abbellire maggiormente la passeggiata con delle panchine stile antico, quelle che da sempre sono state utilizzate sul Lungomare, ma adesso, alle nuove panchine è successo qualcosa, sono state prese di mira, qualcuno le utilizza a proprio piacere, le sposta da una parte all’altra, le utilizza come rampa per chissà quale divertimento, e le si posiziona in modo anomalo intaccando un bene comune e abbruttendo l’intero contesto.

Almeno la metà delle suddette panchine sono state oggetto di attenzione da parte di (presumibilmente) giovani che non hanno ancora compreso cosa significa “ la cosa comune”. Sarebbe inutile citare le decine di graffiti presenti, di questo ce ne siamo occupati abbondantemente. Tornando alle panchine del Lungomare, queste non godono di ottima salute, ancora, per fortuna, non sono state distrutte, ma ci stiamo arrivando se non si prendono seri provvedimenti.

Se alcuni giovani pensano anche lontanamente che quello che si trova nella propria città, sia di proprietà del singolo, allora qualcosa non funziona, anzi, non ha funzionato nella fase di crescita del giovane, in questo modo le responsabilità si allargano, e tutti, si potrebbero sentire responsabili di tante azioni di pura follia che questa città, spesso, è costretta a subire.

David Crucitti

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