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Il valore del voto: “una mentalità da combattere con determinazione”

14 settembre 2010

Editoriale

di David Crucitti – Nella Reggio Calabria con uno dei più alti tassi di disoccupazione di tutt’Italia, nella città turistica che tralascia la cura e la valorizzazione di innumerevoli opere pubbliche e storiche, nella neo metropolitana dai mille volti e dagli svariati misteri, in questa terra che ha donato natali e ispirazioni a tanti illustri scrittori, poeti e artisti, proprio qui, a breve, partirà la campagna elettorale che nella prossima primavera comporrà la nuova Giunta Comunale della città di Reggio Calabria. Come sempre la lotta sarà dura fino allo sfinimento dei cittadini e dei candidati stessi, qualcuno di loro ha già lanciato segnali organizzativi e preventivi di ottima fattura, qualcun altro, dopo nove anni di attività positiva all’interno del Consiglio Comunale, sta pensando di ritirarsi, ha già visto troppo, e gli basta. Come si accennava prima, la lotta sarà su tutti i fronti, nessuno risparmierà niente a nessuno, e come sempre, si assisterà alle promesse più assurde e infondate.

“Non vi preoccupate, compilate la domandina che me la vedo io, i vostri figli li sistemiamo bene in qualche posto, ma vi raccomando le prossime elezioni, votatemi”. Queste sono le consuete promesse che il candidato aggiunge ai santini elettorali prima di lasciare l’abitazione di un elettore. Ma la realtà è diversa, il lavoro non c’è, e giocare sull’ignoranza altrui per raggiungere i propri obbiettivi fa male, fa troppo male a chi ha dato la preferenza elettorale in cambio di qualcosa che non arriverà mai, ma il lupo perde il pelo e non il vizio, sia da una parte e sia dall’altra.  

Ricordare cosa sia il voto è un atto dovuto, una non semplice responsabilità che si dissocia drasticamente dalla consueta abitudine di vendere la propria scelta elettorale come mercanzia senza valore alcuno nei mercatini d’antiquariato organizzati sotto i ponti. “Il voto è un diritto del quale non dobbiamo mai dimenticarne il valore”, ma ormai tutto questo è merce rara, soprattutto nel nostro territorio, terra devastata e costretta a subire le più abbiette umiliazioni su tutti i fronti, terra dimenticata e ricordata soltanto il giorno dopo eventi eclatanti che per forza di cose smuovono i potenti dalle loro sedie e li catapultano in quello che quarant’anni addietro, fu meta di carri armati inviati per sedare la ribellione ad un sopruso. Il giorno dopo i fatti che hanno caratterizzato paradossali scelte politiche al Comune di Reggio Calabria, decisioni ritirate per tempo, poi riproposte ed infine annullate, c’è una gran voglia di gridare basta, tornatevene a casa,  tornatevene ai vostri lavori, la politica si fa con la gente e per la gente, la politica è lo specchio della gente, proprio per questo è fondamentale ricordare l’importanza di un “Valore Sacro”, il voto. Alla promessa di un posto di lavoro, troppi genitori hanno educato i loro figli a svendere il proprio voto, qualcuno il posto lo ha ottenuto, anche pagando, troppi ancora aspettano che i soldi gli vengano restituiti perché le chiacchiere in campagna elettorale si lanciano con i secchi, senza considerare i malati, vittime dei loro “salvatori”. La storia scorre e ripercorre il suo cammino, la gente muore e nasce, ma la collusione è sempre radicata nelle menti, nei favoritismi e nei comparati limpidi o oscuri che siano, è la mentalità che trasporta l’evoluzione civica e sociale di un popolo, nient’altro.

Come piacciono le poltrone e gli incarichi, assessore, delegato, responsabile, ma lo abbiamo benissimo constatato negli ultimi tempi di un caldo che ha azzerato troppe facoltà mentali, e poi? Tutto sereno, come se non fosse successo nulla, ma il cittadino? “Non c’è problema, il cittadino ci voterà ugualmente, tanto, non capisce nulla delle nostre beghe preistoriche”. Ma non è così. Il tempo è un implacabile nemico, la città dovrà reggere un autunno caldo ed un inverno incandescente sul fronte politico, le prossime comunali sono alle porte e gli avvoltoi già si allenano al volo, conoscono le loro prede e non se le lasceranno sfuggire via. A Reggio Calabria troppe cose non funzionano, è questa la realtà, il fumo negli occhi alla popolazione è stato servito in tutte le salse, ma conti alla mano, degrado c’era e degrado c’è, come è sempre stato, inutili sono le statistiche sui sindaci più amati d’Italia, roba da far sorridere chi il territorio lo conosce bene, a chi non lo vuole conoscere, tocca abboccare impietosamente all’amo come pesci in preda a correnti sconosciute e imprevedibili. Il voto non si vende, compiere questa azione significa denigrare il personale ruolo a scegliere la sua stessa libertà, il voto non si compra, andrebbe detto ad alcuni soggetti che con la politica vera non hanno nulla a che vedere ma che di questa ne fanno potere personale ed assoluto, il voto è segreto, o perlomeno lo era, ma non più grazie ai nominativi, alle sezioni di appartenenza e ai voti che in ciascuna sezione ogni candidato si aspetta. Fare -mente locale- potrebbe aiutare molto i giovani, in Calabria alcune cose non verranno mai estirpate dalla mente delle vecchie generazioni, allora potrebbero essere proprio i giovani a tentare un cambio di direzione, a tentare di sovvertire le “clausole” ormai radicate nel più ignorante e nel più colto cittadino di questa città stanca di essere trattata da nullità, tanto, il desiderato posto di lavoro non arriverà, almeno da queste parti. Ma è proprio adesso che si dovrebbe prendere seriamente in considerazione una domanda che, in fin dei conti, potrebbe risultare fisiologica: se non ci si vende il voto, se non si promette il voto, in realtà e con fatti concreti, chi si merita questo voto? Ci sono politici che in questi anni hanno dimostrato amore per questa terra? Ci sono persone degne di fiducia che si apprestano a candidarsi alle prossime elezioni? Nessuno può dirlo, solo il tempo potrà dare ragione o torto ad una scelta elettorale, alla ormai naufragata scelta di destra o di sinistra, i pupi sono tutti uguali al di la dei colori e delle bandiere, una cosa sola interessa: il potere assoluto, null’altro. Una attenta e ponderata scelta della propria preferenza elettorale, potrebbe rappresentare tanto, il primo gradino nella scala dei valori, e il primo passo verso la via della civiltà e del riscatto.

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