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Se Claudio Scazzi fosse una delle tante vittime di una società pilotata?

18 novembre 2010

di David Crucitti – Il rischio maggiore è che queste notizie indignino tutti noi, esatto, è questo il rischio, l’indignazione di chi crede che Claudio Scazzi sia un altro mostro nella fantastoria dell’orrore che ha coinvolto tutta la sua famiglia. L’indignazione è il classico sentimento che colpisce chi si crede buono e perfetto,  chi crede che le azioni sbagliate le commettono solo gli altri, chi crede che non farebbe mai e poi mai una cosa del genere. Purtroppo è l’esatto contrario, e la storia, come i detti antichi, lo insegnano. Ma torniamo a Claudio e alla sua decisione. In un momento in cui ancora non si conosce la verità sull’efferato quanto incomprensibile omicidio del “suo sangue”, andare da Mora e chiedere di lavorare nello spettacolo non è stata l’azione di un folle, o di un mostro, o di un perfido, semplicemente è stata l’azione che ha commesso una delle tante  vittime di questa nuova  società malata, deviata e corrotta fino all’orlo. Questo giovane non è altro che una vittima del nuovo millennio, della tv, di quella tv alla quale lui stesso si è rivolto: “Mora”, questo la dice lunga. Perché nel suo strano intento non si è rivolto a qualcun altro, perché Mora, cosa rappresenta per i giovani Lele Mora, è questo il punto da analizzare, non Claudio e la sua decisione. La distruzione della famiglia, l’attacco senza precedenti che sta ripetutamente gambizzando la famiglia dà questi frutti, e tutti ne sono responsabili. Si stava meglio quando si stava peggio non è un semplice detto comune tra gli anziani, è la realtà che comprende la situazione economica del paese in relazione al cambiamento dello stile di vita individuale e familiare che dal passato, porta ai giorni nostri. L’evoluzione sociale, mediatica e multimediale degli ultimi quarant’anni, ha allargato la visuale di ogni singolo uomo, nuovi mondi, nuove civiltà, usi e costumi di popoli lontani. Il fenomeno internet sconvolge definitivamente gli equilibri, in positivo come in negativo, nascono i siti porno e pedoporno, i social network e le chat, e questo cosa va a colpire? Senza dubbio colpisce la stabilità della famiglia e dei suoi valori, basti pensare a quante separazioni vengono associate all’errato uso dei social network, gli abusi sui minori sono triplicati come sono aumentati, secondo la Chiesa tedesca,  i suicidi di giovani a causa di facebook. La scienza e la medicina fanno il loro corso, la vita si allunga e la non vita nasce in vitro perché l’uomo ha pensato bene di innalzarsi a creatore tralasciando un piccolo particolare che è proprio la vita, l’esistenza generata dall’unione tra un uomo e una donna. Nel frattempo l’opinione pubblica è assolutamente schiava di una linea mediatica senza precedenti. In un’ Italia sull’orlo di una crisi di nervi, con una situazione economica devastante, la cosa più importante per la stragrande maggioranza degli italiani è non perdere una puntata del Grande Fratello, capire chi andrà all’Isola dei Famosi, scoprire chi potrebbe fare sesso in diretta o chi si mostrerà seminuda alle telecamere. Obbiettivo principale di alcune trasmissioni televisive, è dimostrare al pubblico che i sacerdoti sono tutti pedofili o quasi. Lo show denominato “le Iene”, ha deciso di prendersi cura delle povere e presunte vittime di preti pedofili, lo fa con una cadenza stabile e continua come se fosse impresa di un altro mondo reperire vittime di violenza sessuale ad opera dei sacerdoti, ma questa è un’altra triste storia che senza dubbio, vede lo 0,03% dei sacerdoti realmente responsabili di violenza sessuale. Tanti giovani come Claudio hanno perso la fiducia nella Chiesa, anzi, la identificano come un nemico, troppe famiglie sono al capolinea con le conseguenze fisiologiche che ne derivano, i giovani non trovano più un vero punto di riferimento, stabile e attendibile, come foglie volano con il vento. Ecco che al Claudio di turno, dopo  mesi di confusione, scatta un meccanismo discutibile, sfruttare la sua figura ormai passata alle cronache dei giornali mondiali, e chiedere di lavorare in televisione. Claudio non ha cercato di sfruttare l’assassinio della sorella, ma bensì la sua immagine pensando magari che, in un mondo ormai alla deriva, avrebbe fatto odiens, e certamente l’avrebbe fatta. C’è comunque da chiedersi, cosa o chi stia muovendo i fili di questa società, quale lobby abbia interesse a distruggere l’uomo iniziando dai giovani. L’uomo, proprio perché tale, e quindi incapace di sfruttare il restante 80% del proprio cervello, potrebbe essere considerato innocente, ma allora chi ha deciso di annullare le menti, quale entità ha scelto di sferrare un attacco di tale portata. La Chiesa già ne ha accennato qualcosa, molto sottovoce ma ne ha parlato, ancora più chiare sono le Sacre Scritture quando parlano della “Bestia”. Nel frattempo restiamo a guardare, ad aspettare gli altri Claudio, le loro storie e le loro reazioni, i drammi e i risvolti di troppi giovani mentalmente e crudelmente pilotati.

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One Comment leave one →
  1. 21 novembre 2010 10:10

    Hai ben donde di esprimere la tua indignazione, molto più semplicemente schifo assoluto. L’Italia, ma non è sola, è ormai immersa in una manipolazione che non ha precedenti.

    Società, scuola, famiglia, matrimonio, legge ed altri punti costruttivi la nostra società sono stati lentamente e sfacciatamente sgretolati a vantaggio di una cultura melliflua e generalmente accettata come portatrice di una ventata di libertà.

    Questa la scritta sopra la scatola del regalo che ci stanno facendo, poi se andiamo a leggere il “bugiardino” ci si rende conto che le controindicazioni sono così tante e così inammissibili con la vita sociale e famigliare che l’unico consiglio che potrebbe darci un medico sarebbe quella di gettare nel fuoco questa medicina della modernizzazione, della libertà a tutto tondo, del permissivismo senza limiti.

    La storia ci ha insegnato per secoli alcune cose che ci siamo sudato con estreme battaglie e con un semplice colpo di vento tutto sparisce, viene azzerato ed annullato da una concezione alla quale non solo non ne siamo abituati, ma non vogliamo neppure condividere i termini. Eppure siamo spinti a soggiacere ad ogni infame trucco per bere dalla coppa avvelenata di quella che molti chiamano la libertà dell’individuo, che in parole povere la si potrebbe definire la trappola della società, proprio perché quando l’individuo è libero o si crede tale, altri la intrappolano nella rete loro idee.

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