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“Il Profumo del Loto”, per gli amanti della poesia nasce un’antologia di poeti nazionali ed internazionali.

29 dicembre 2010

Il Profumo del Loto”, a cura di Sonia Demurtas, raccoglie poesie di vari autori nazionali ed internazionali. L’antologia, nata dalla volontà della poetessa Demurtas, raccoglie una varietà infinita di sensazioni, amori, desideri e dolori dei vari poeti che vi hanno partecipato. Di seguito una delle poesie finaliste del concorso di poesia “Fior di Loto“, e altre due edite inserite nell’antologia.

 

In sogno

E fu, che ad un tratto, una donna prese per mano

un giovane uomo, lo prese in un tempo cattivo e lo avvolse

di un’inspiegabile legame eterno, di misterioso amore non appartenente

alla gente di questa terra, di un amore magico.

Lo inondò totalmente di una vergine femminilità,

scuotendo fortemente quell’animo impietrito dal dolore del tormento.

Gli unse il petto con oli profumati e curò le sue fragilità e le sue paure

con il suono della voce.

In sogno, alla nascita della notte,

lo accoglie fra le sue braccia, dentro il suo corpo lo ama

di mesta passione, di malinconico piacere, di diabolica privazione della carne.

Per un incantesimo del male, in sogno, solo in sogno.

E fu, che ad un tratto, un giovane uomo tese la mano ad

una donna, la prese in braccio e la depose su un talamo in fiore,

la guardò a lungo e le parlò di poesia.

La considerò sua e le consegnò l’anima mentre tutto intorno, l’invidia tormenta

per quel sentimento ignoto, non umano.

La trovò in un tempo umile e se ne prese cura, le presentò l’amore amato,

ed in una coppa di cristallo le offrì la vera essenza della passione

e del desiderio.

In sogno, alla nascita della notte, la raggiunge, le dona il suo corpo e la sua potenza,

nella danza delle membra del calore dell’orgasmo la inebria.

E fu, che ad un tratto, all’alba del nuovo giorno,

due figure si presero per mano, due mani vere si toccarono, realmente,

e si incamminarono verso il mare.

Nel suo ventre, l’amore che cresce: la vita!!

Autore: David Crucitti

 

Corpi vaganti

Avverrà che per inerzia

o trasgressione, il mio corpo

si staccherà dall’anima e

vagherà ignaro per i crocicchi

dell’irreale e del peccato.

Al calar dell’ombra due

figure oscure mi avvicinarono,

ed al passar dell’Immenso

si prostrarono alla sua maestà

e non osarono toccarmi.

Mi specchiai nel lago

della vita e mi vidi,

osservai attonito

le forme del mio corpo

e i tratti del viso.

Al suo ritorno, il corpo

cercherà la sua anima,

ma non la troverà.

Comprenderà l’abbandono,

e rialzatosi, s’incamminerà

alla ricerca di se stesso.

Sono io, ma non mi riconosco,

sono io e non mi accetto.

Quando mi troverò, allora

forse, ricorderò chi sono.

Autore: David Crucitti

 

Fragilità umana

Mi fu chiesto di guardare,

ma impietriti gli occhi

si negarono, preferirono il buio

all’umile fragilità umana.

L’infinito vuoto del

distacco s’impadronì della

mia giovinezza,

ed il cancro dell’anima

avvolse il mio cuore.

Mi fu chiesto di parlare, ma

serrate, le labbra si unirono

al mio dolore e mi

preservarono da me stesso.

Non tornai mai più indietro,

neanche la mia mente

osò tanto al cospetto del rifiuto

del ricordo, innanzi

alla semplice scelta di non

morire ogni giorno.

Mi fu chiesto di guarire,

due voci lievi

mi chiesero di tornare,

di ritornare a sorridere, a vivere.

In una fresca sera d’estate,

ad un tratto, avvenne che i miei

occhi si aprirono a godere

del tramonto, e la mia bocca

si consegnò al sorriso.

Al ricordo dell’umile

fragilità umana,

sorrisi a lungo, sorrisi, ed accettai

la vita dopo la morte.

Autore: David Crucitti

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