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Omosessualità e Chiesa: il funerale di chi ha intuito l’amore

7 marzo 2012

di David Crucitti – L’omosessualità non è una colpa, ma una realtà presente nell’uomo fin dall’inizio dei tempi, e proprio per questo motivo è parte integrante non solo del contesto sociale e culturale, ma anche di quello religioso. Sul piano scientifico gli studiosi si dividono nel cercare di capire, e soprattutto dimostrare, se si nasce o si diventa omosessuali. Ma non importa, perché al di là di cosa dice la scienzallll, rimane un verità assoluta e inappellabile: la libertà di ogni singolo essere umano. Gli omosessuali vengono concepiti, nascono, vivono e muoiono, come ogni creatura, e come ogni creatura hanno il diritto di essere religiosi o non esserlo al di la della loro vita privata. Ecco perché le polemiche sterili sulla funzione funebre del cantautore Lucio Dalla hanno confermato che non è la Chiesa a muovere guerra all’omosessualità, ma bensì il contrario. Ma perché a qualcuno ha dato fastidio che Dalla ricevesse un invidiabile funerale solenne, forse perché era un presunto – omosessuale? Chi ha mosso questa accusa alla parrocchia in questione, i cattolici etero, i sacerdoti o il Papa? Assolutamente no, tutto è nato da chi usa qualsiasi mezzo, anche la morte di un uomo, per sferrare i suoi attacchi contro la Chiesa. Ma andiamo per ordine:

La Chiesa Cattolica, ai sensi del canone 1184 del Codice di diritto canonico si riserva il diritto di negare il rito delle esequie:

– qualora il defunto sia notoriamente apostata, eretico, scismatico o abbia provveduto a cancellare gli effetti civili del battesimo;

– qualora si tratti di peccatori manifesti, le cui esequie darebbero pubblico scandalo dei fedeli.

La negazione delle esequie è applicabile se prima della morte i defunti non danno alcun segno di pentimento.

Il cattolico Lucio Dalla non apparteneva a nessuna delle categorie su citate, le sue azioni di amore verso i deboli e gli ultimi, sono ormai comuni a tutti, le migliaia di persone che gli hanno voluto dare l’estremo saluto non sembravano affatto scandalizzate, ma commosse. L’omosessualità non è una colpa, ma una realtà, e come tale ha la possibilità di essere considerata dalla Chiesa Cattolica non come un peccato imperdonabile, ma semplicemente come un peccato, come lo è l’adulterio in un matrimonio etero, nulla di più. Tra i corridoi vaticani nessuno ha mai condannato l’omosessuale, ma l’ omosessualità praticata, come nessuno ha mai condannato un etero, ma il suo tradimento. Quale sacerdote si potrebbe abrogare il diritto di non celebrare il funerale ad un omosessuale, nessuno, perché esiste il perdono di tutti i peccati anche per un solo istante di pentimento. Qualcuno potrebbe dire che l’omosessualità non è un peccato, bene, accettabile perchè ecco che scende in campo la cosa più importante della vita: la libertà. Il cattolico Lucio, presunto-omosessuale, sapeva bene cos’è il peccato e cosa non lo è, ma molto probabilmente, al di la delle sue scelte puramente private, il caro cantautore bolognese aveva compreso una cosa che forse molti uomini non riescono ad intuire o a percepire, aveva capito che l’essenza dell’amore non si trova su questa terra, ne tra i gay, ne tra gli etero, perché il vero, puro, e incondizionato amore, il caro Lucio, lo aveva intuito molto bene.

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