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“Mostro di Foligno”: Luigi Chiatti è libero ma per gli psichiatri può tornare ad uccidere.

11 marzo 2017

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di David Crucitti – Che la giustizia italiana fosse l’apoteosi del fallimento della giustizia stessa lo si era capito da tempo, basta dare una veloce occhiata al fascicolo riguardante le motivazioni che tengono ancora alla sbarra Massimo Bossetti per capire con quanta superficialità una parte dei giudici italiani svolgano il loro lavoro. Ma il caso Bossetti è solo un esempio, se ne potrebbero fare milioni e non è il caso perché qualcosa di più scandaloso sta avvenendo nel silenzio più assoluto. Se il presunto assassino di Yara Gambirasio sta marcendo in galera senza un’effettiva prova schiacciante, Luigi Chiatti, 49 anni, reo-confesso dell’omicidio di Simone Allegretti di soli quattro anni e del tredicenne Lorenzo Paolucci, ha scontato la sua pena e dal 3 settembre 2015 è fuori dal carcere ma dovrà risiedere per un periodo di tre anni in una Rems, struttura sanitaria che proprio dal 2015 ha sostituito i vecchi ospedali psichiatrici giudiziari. Questo significa che tra meno di un anno il “mostro di Foligno” sarà libero. Luigi Chiatti nei ventidue anni di detenzione si è sempre rifiutato di sottoporsi ad una terapia farmacologica, anzi, quando lo psichiatra del carcere ha tentato di imporsi per l’anno successivo ha evitato anche gli incontri. Già nelle relazione del carcere gli psicologi avevano sottolineato l’evolversi della sua patologia in un disturbo delirante. Nella relazione di due esperti psicologi si è sottolineato che Chiatti deve essere curato, anche con farmaci, controllato e messo in un luogo che lo contenga. Eppure Chiatti tra un anno sarà un uomo libero di circolare indisturbato, magari cercandosi un lavoro (anche se non ha bisogno essendo figlio adottivo di un facoltoso medico e quindi unico erede), potrà iniziare una nuova vita sociale, sentimentale. Eppure la relazione psichiatrica del 2015 è un colpo al cuore per l’intera società: Luigi Chiatti potrebbe uccidere ancora altri bambini. Non solo, ma potrebbe manifestare la sua azione omicida nei confronti di chiunque incontri, e anche contro sé stesso”. Questo è quanto relazionano la psichiatra Carla Niccheri Gineprari che insieme al collega Paolo Laszlo ha svolto la perizia per conto del tribunale di sorveglianza di Firenze. Due professionisti di altissimo livello. È firmato da loro il documento in cui viene confermata la «pericolosità sociale» del mostro di Foligno. Luigi Chiatti non è nato sotto la buona stella. A soli quattro anni viene abbandonato dalla madre naturale ed in seguito adottato dai coniugi Chiatti prendendone di fatto il cognome, più volte durante il processo a suo carico Chiatti ha fatto riferimento ad abusi sessuali subiti da parte di un sacerdote, insomma, potremmo dire che la responsabilità dei suoi efferati crimini sono stati condizionati senza dubbio da eventi subiti dal serial-killer in giovanissima età. Nessuno dovrebbe ergersi a giudice o carnefice nei confronti di quest’uomo, ma sarebbe buona cosa considerare che Luigi Chiatti potrebbe tornare ad uccidere, e per questo motivo la sua completa libertà sarebbe da considerarsi come l’ennesimo fallimento della giustizia italiana.

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